UniTo non boicotta Ebrei, studenti filo-islamici protestano: “Assassini”

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Il Senato Accademico dell’Università di Torino ha respinto la richiesta del Consiglio degli studenti di revocare l’accordo con il Technion di Haifa, da loro considerato responsabile di mettere a punto tecnologie usate contro i Palestinesi. Come se servissero chissà quali ‘tecnologie’ contro i palestinesi, a parte quelle difensive atte ad individuare eventuali attentatori suicidi.

L’opposizione all’ateneo israeliano è iniziata oltre un anno fa, quando venne coinvolto nelle proteste anche il Politecnico di Torino e 169 accademici filo-islamici di tutta Italia si schierarono a favore del boicottaggio.

Il rettore Gianmaria Ajani e il vicerettore Federico Bussolino hanno sempre difeso la collaborazione in nome della libertà della ricerca scientifica e del prestigio internazionale indiscusso di cui gode l’Israel Institute of Technology di Haifa, conosciuto come Technion. “La ricerca deve rimanere libera. E in questo mondo che sta alzando muri, soltanto le Università tengono aperte le loro porte” ha commentato il rettore, che all’uscita dal Rettorato è stato accolto da un gruppo di studenti al grido di “assassino”.

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