TERRORISMO ISTITUZIONALE: BOLDRINI CHIEDE A GOOGLE DI UCCIDERE VOX

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La voce della Resistenza è sempre più forte. Questo non è tollerabile per chi credeva di avere il controllo totale dell’informazione.

Nei giorni scorsi la malfamata galassia boldriniana esultava, diffondendo, come suo costume, notizie totalmente false:

Il fatto che siti autonominatisi ‘antibufale’ diffondano notizie completamente inventate – come noterete dalla presenza della pubblicità Google nell’articolo -, la dice lunga su quale sia la loro autorevolezza. Non bastasse il fatto che sono ormai ufficialmente al servizio di Boldrini.

Ma ciò non elimina la gravità della confessione fatta a mezzo stampa dagli sgherri di Boldrini: il presidente abusivo di uno dei rami del parlamento italiano ha chiesto ad una società di pubblicità di uccidere Vox. O, almeno, questa era la sua speranza.

Nota per Boldrini: Vox non chiuderà mai per assenza di pubblicità. Per diversi motivi. Intanto, non è nato e non esiste per fare soldi, ma per dare voce alla Resistenza. E i soldi ricavati dalla poca pubblicità che inseriamo negli articoli, e che servono a pagare i server, sono stati messi da parte proprio in caso di rappresaglia: possiamo andare avanti anni, senza pubblicità.

E poi, siamo sommersi da richieste di concessionarie di pubblicità che si occupano di quotidiani nazionali, se solo volessimo. Vox non è un normale blog, è ormai un portale che raccoglie una media di 100/200 mila visitatori unici al giorno. I nostri articoli sono più condivisi di quelli di giornali nazionali come Corriere o Repubblica.
Non ci mancano alternative. Ma Google AdSense è la nostra scelta perché ci dà più flessibilità nell’inserimento dei banner, ed evita la presenza di pop-up molesti. Ciò non toglie che, in caso di bisogno potremmo fare un piccolo compromesso.

Ergo: Boldrini non ci tapperà la bocca in questo modo. Non basterà qualche attempato nerd. Dovrà inviare i suoi sgherri stile Charlie Hebdo. E anche in quel caso, non è detto finisca bene, per loro.

Cosa è in realtà accaduto – Google, con la quale Vox ha un rapporto duraturo e collaborativo, non ha eliminato la sua pubblicità dal nostro sito. Ma su segnalazione di Boldrini e i suoi ha analizzato i nostri articoli. Non rilevando alcuna ‘fake news’, e non poteva essere altrimenti, visto il nostro servizio quasi maniacale di Fact Checking.

Ma durante l’analisi degli articoli, sono stati rilevati alcuni con video di esecuzioni islamiche che Google non ritiene di avere a contatto con i propri banner non per motivi di censura, ma di ‘truculenza’. Scelta lecita. Ci ha quindi chiesto di eliminare la propria pubblicità da questi articoli, nel frattempo si è scelto di sospenderla in generale durante le operazioni. Che non sono state brevi, visto il numero di articoli e il tempo che non potevamo sottrarre al lavoro quotidiano di dare notizie.

Una volta corretto il piccolo problema, è tornato tutto come prima. Ergo: nessuna ‘de-monetizzazione’, ma solo una grande, ennesima, figura di kyenge da parte dell’immigrato venezuelano David Puente, killer digitale preferito da Boldrini.

Ma non dobbiamo nascondere la gravità di quanto accaduto. In un paese normale, dopo quanto hanno rivelato i suoi, una figura istituzionale che ha chiesto la morte di un giornale perché espone idee opposte alle sue, sarebbe costretta alle dimissioni. Ovviamente, Boldrini non si dimetterà, ma sappiate tutti che dietro la sua finta propaganda sulle ‘bufale’, portata avanti dai suoi sgherri digitali, si cela, in realtà, il tentativo di censurare l’opposizione. Quella vera. Non quella ammaestrata.

Sic Semper Tyrannis. Il vostro giorno si avvicina. La nostra voce è sempre più alta. Con o senza pubblicità.

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