SPORT, POESIA E STUDI DI EMPATIA, AI MIGRANTI VIENE INSEGNATO DI TUTTO.. INDOVINA CHI PAGA?

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Si moltiplicano i corsi per gli stranieri: si va dal tennis fino ad arrivare alle poesie.

E per favorire l’integrazione agli studenti italiani viene insegnata l’empatia verso i richiedenti asilo. Il tutto mentro la scuola italiana diventa sempre più un fucina per bulli e teppisti.

I progetti e corsi per l’integrazione

Come se non bastasse, il ministero dell’istruzione si è inventato il progetto Porte d’ Europa. Oltre 12000 studenti, tra i 16 e i 18 anni tra Italia e Europa. Attraverso “scritti, disegni, fotografie, video o prodotti multimediali” i ragazzini dovranno esprimere la loro empatia verso i profughi. Come se non bastasse (e per la gioia degli alunni, ndr) i migliori voleranno in gita alla Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione a Lampedusa (ogni 3 ottobre dal 2016). Il progetto – come riporta La Verità – vuole “promuovere occasioni di apprendimento e sensibilizzazione sul tema dei diritti umani, delle migrazioni e dei diritti dei migranti, nella prospettiva di scuole ambasciatrici dell’accoglienza e dell’ integrazione“.

Ma i corsi (o progetti) assurdi non finiscono qui. A Milano, all’interno del Festival di poesia internazionale organizzato dal Mudec (il 12 maggio), i richidenti asilo della cooperativa Finis Terrae, presenteranno un rielaborazione lirica delle melodie della tradizione italiania. Lo scopo è quello di aiutarli a “superare un ostacolo all’ inclusione ossia l’ uso del congiuntivo”.

All’iniziativa si aggiunge il concorso Dimmi (Diari multimediali migranti). La competizione premia il miglior racconto autobiografico a tema migratorio permettendo la pubblicazione da un editore nazionale. Con l’intento è solo quello di “valorizzare il patrimonio culturale rappresentato dalla narrazione di sé delle persone di origine straniera. Bene necessario per costruire una memoria collettiva che appartenga a tutti i cittadini“. Poco importa della lingua. Infatti “si consiglia di preservare la forma autentica, non verrà dato peso ad eventuali incertezze linguistiche e grammaticali“.

Se non si vuole imparare e competere, la Caritas di Firenze, con il supporto del comune, offre ai migranti corsi gratuiti di tennis. Caspita. E come mai? Per “dar loro la possibilità di apprendere uno sport ancora non molto diffuso nei rispettivi paesi d’ origine“. Insomma, venghino signori venghino: l’integrazione è servita.

Fonte: qui

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