Sfrattati, perdono figlio: “Però gli stranieri li aiutano…”

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Lo sfratto risale ormai a circa due anni fa e ha visto la giovane coppia, all’epoca con un figlio di meno di un anno, trovare ospitalità da amici. Lo stesso non è potuto accadere al piccolo, che è rimasto coi parenti a Rovigo. Ma non è l’unica dura prova che la famiglia si trova a dovere sostenere, dal momento che ora rischia anche la cancellazione dalla lista per gli alloggi popolari

Rovigo – “Gli stranieri, però, loro si vengono aiutati”. E’ lo sfogo della coppia di rodigini, 24 anni lei, 42 lui, che si trova a vivere una situazione estremamente difficile, alla luce del fatto che non solo quasi due anni fa sono stati sfrattati, perdendo la possibilità di continuare a vivere col loro bimbo, all’epoca di pochi mesi e rimasto dai genitori della giovane, ma ora corrono anche il rischio di venire cancellati dalle liste di attesa per la concessione degli alloggi popolari. Per loro, sarebbe una nuova tragedia.

VERIFICA LA NOTIZIAIl problema – indipendente dal Comune di Rovigo – è di natura più che altro burocratica, ma appare quasi insormontabile: è necessario, per restare nella graduatoria, il possesso di una residenza. Residenza che la coppia però non può ragionevolamente prendere nell’abitazione degli amici che in questo lungo periodo li sta ospitando. E allora? Il rischio è, appunto, quello di perdere il diritto a rimanere iscritti nelle liste per le case popolari e avere, quindi, una speranza, prima o poi, di trovare una sistemazione.

Intanto, però, la residenza la danno a tutti i richiedenti asilo – clandestini nel 95% dei casi – con domicilio nei centri profughi. Così, loro sì, potranno accedere alle case popolari.

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