Roma zona di guerra: bus crivellato di colpi

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“Quanto accaduto stamane a Fidene, dove la linea bus 336 è stata crivellata da colpi di arma da fuoco che hanno raggiunto il parabrezza anteriore, mentre la vettura percorreva via Radicofani – come denunciato dallo stesso autista dell’Atac e poi accertato dalla Polizia sopraggiunta sul posto – è grave e preoccupante. Non solo si spara in strada, come accaduto la scorsa settimana a Casal de Pazzi, Corso Francia e all’Eur, adesso addirittura si prendono di mira gli autobus”. Commenta così Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An in Campidoglio, la brutta avventura vissuta stamattina alle 6 da un autista dell’Atac alla guida del bus della linea 336 colpito da cinque colpi di arma da fuoco. Fortunatamente illeso il conducente che dice “Questo non è un lavoro, ma una guerra”.

VERIFICA LA NOTIZIAVERIFICA LA NOTIZIA“Un altro brutto episodio che conferma come Roma sia ormai un territorio abbandonato, con le periferie terra di nessuno e con i quartieri privi di presidi di vigilanza. Nella Capitale è far west grillino, che fine ha fatto il tema sicurezza tanto sbandierato dai 5 Stelle in campagna elettorale?”, chiede Ghiera.

Cinque colpi contro il parabrezza del mezzo uscito dal deposito di Grottarossa mentre alle 6,10 di domenica mattina attraversava via Radicofani. L’arma era caricata a piombini, così ha accertato la polizia intervenuta sul posto, ma la paura è stata grande. “Questo non è un lavoro, ma una guerra” ha sentenziato l’autista, Michele L., uscito dal deposito di Grottarossa. “Stamani stavo facendo la linea 336 – questo il suo racconto – arrivato a Fidene a via Radicofani hanno sparato cinque colpi di pistola. Fortunatamente non hanno perforato del tutto il vetro e mi sono salvato. Ma è stata una brutta avventura, poi è arrivata la polizia”. Il conducente dice di avere visto un puntino rosso, un mirino puntato e poi gli spari. “Non si sa da dove questi colpi siano stati esplosi, ma lo spavento è stato tanto – aggiunge -. Era ancora notte. Li avranno esplosi da qualche finestra o balcone, per forza, perché per strada non c’era nessuno. Vedevo un puntino rosso mentre sparavano. Non ho parole, questo non è un lavoro, ma una guerra.. per guadagnare due soldi”.

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