Roma: la Questura nega il Colosseo alla manifestazione islamica

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“La Questura di Roma ha negato l’utilizzo del Colosseo per la giornata di preghiera, in risposta agli attentati di Barcellona, promossa dall’associazione Dhuumcatu e da altre associazioni di migranti. Le celebrazioni si svolgeranno quindi venerdì 1 settembre a Largo Preneste”.

Lo annuncia in una nota Gianluca Peciola, ex capogruppo Sel in Campidoglio. “E’ importante – aggiunge -che a Roma possano trovare spazio iniziative che favoriscano il dialogo interreligioso e sostengano la libertà di culto delle diverse comunità”.

La Questura ha deciso: niente festeggiamento per l’Eid Al Adha, la festa del sacrificio di Abramo al Colosseo. Il Colosseo non si trasformeràin una moschea a cielo aperto. Tra le moltissime polemiche. Nelle ore precedenti alla decisione era stato pubblicato dal Consap, la confederazione sindacale autonoma di polizia.

Il messaggio del Consap
“La manifestazione del 1° settembre, indetta nella Capitale da gruppi confessionali islamici, non è opportuno, anche alla luce delle forti tensioni che si sono registrate negli ultimi giorni, che si tenga dinnanzi al Colosseo”. Una posizione solida che viene rimarcata anche da Stefano Spagnoli, segretario nazionale della Consap.

“Oltre ai concreti pericoli di ordine pubblico in senso lato, con rischio anche di possibili infiltrazioni di individui radicalizzati, per i quali non possiamo come sindacato di Polizia non essere preoccupati riteniamo che, potenzialmente, per il luogo prescelto, appunto il Colosseo, l’evento contenga intrinsecamente elementi che potrebbero apparire offensivi e oltraggiosi nel ricordo stesso del sacrificio di migliaia di martiri cristiani”

“Non soltanto! – prosegue Spagnoli – autorizzare questo evento religioso nell’area del foro, simbolo per eccellenza della vita politica, religiosa, economica e giuridica dell’Impero Romano d’Occidente, a causa della sicura risonanza mediatica che avrà, potrebbe creare un’occasione ghiotta agli islamici estremisti per veicolare un pericolosissimo messaggio di conquista figurata della città eterna da parte dell’Islam con inevitabili conseguenti esaltazioni dei loro adepti. Non a caso nella propaganda dell’Isis, l’immagine di riferimento dei loro video-comunicati è proprio il Colosseo in fiamme!. Quindi – chiosa il segretario del sindacato di polizia – ci sono numerose validissime ragioni per cui è auspicabile che lo svolgimento della manifestazione avvenga in un altro luogo della città”.

IL GIORNALE

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