Raggi va avanti, sarà sfrattata bimba italiana paralizzata

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Il “ripristino della legalità”, con questa frase, ieri, l’Ufficio per le Politiche Abitative di Roma Capitale, ha notificato l’annullamento del provvedimento di assegnazione dell’alloggio popolare in cui vive dal 2006 Noemi.

http://se-pi1-7.se.vod.msf.ticdn.it/mp4/2016/12/158e51322017d2-07_0.mp4?_=1

A nulla sono valsi gli appelli. Noemi dovrà, insieme ai genitori e ai suoi fratellini, “rilasciare il bene”, così come altri 306 italiani. Per fare posto ai nuovi in graduatoria: e sappiamo tutti chi sono.

Questo per “la necessità del ripristino della legalità” così da scongiurare “ulteriori danni alla collettività”. Del resto il ‘piano nomadi’ parla chiaro, servono case popolari per farli uscire dai campi: quindi qualcuno deve uscire. Quel qualcuno è, anche, Noemi.

Noemi non è in grado di lasciare la casa perché le sue condizioni potrebbero peggiorare, come ha spiegato in serata ai giornali il papà: “mia figlia è attaccata ad un macchinario e tracheotomizzata, è delicatissima, spostarla significherebbe esporla ad uno stress e dei rischi enormi”. “Cambiare casa – prosegue Mariani – significherebbe anche perdere il piano di assistenza domiciliare e ricominciare a lottare rinunciando a tutto quello ho conquistato sinora”.

“Forse il Comune non si rende conto di come sta mia figlia? Come è possibile che non esista una via d’uscita? Perchè Virginia Raggi non viene a trovarmi a casa?”.

Noemi non deve uscire da quella casa.

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