QUESTO IMAM FINANZIA ISIS E MINNITI NON LO ESPELLE!

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A gennaio si era visto negare il permesso di soggiorno perché ritenuto socialmente pericoloso. Oggi, Mohamed Naji, marocchino di 33 anni, imam della moschea di Sampierdarena si è presentato davanti al giudice civile Laura Casale per opporsi e cercare di ottenere così il rinnovo.

Naji è sotto inchiesta dall’agosto 2016 insieme ad altri due referenti della comunità musulmana genovese, l’albanese Bledar Breshta e il tunisino Mohamed Othman, tutti sospettati di fare parte di una cellula fondamentalista legata a due fratelli di Varese in procinto di partire per la Siria. Terroristi islamici, insomma.

VERIFICA LA NOTIZIALo scorso agosto, nel corso dell’indagine in mano al pm Federico Manotti, Naji era stato perquisito perché ritenuto “guida” di una moschea frequentata da terroristi islamici. L’imam è anche indagato in una inchiesta su un preunto traffico di auto che serve a finanziare le casse dell’Isis. L’udienza è stata rinviata al prossimo nove ottobre.

Lo scandalo è che Minniti non l’abbia ancora espulso.

Pazzesco. Non solo non è in galera. Ma continua a predicare. Continua a vivere a Genova, dove accoglie migliaia di nuovi adepti traghettati per lui dal governo Gentiloni-Renzi-Minniti.

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