PESTATO DAI MIGRANTI SUL TRENO, LE RISATE E POI LE BOTTE: “TANTO SIAMO PROFUGHI, NON PUOI FARCI NULLA”

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Le risate e poi le botte. “Tanto siamo profughi, non puoi farci nulla“. Poi ancora una tempesta di calci e pugni. Un incubo quello vissuto su un treno della Milano–Lecco dal sovrintendente della Polizia di Stato Mauro Guilizzoni, intervenuto per aiutare un capotreno 30enne che voleva far pagare il biglietto a quei 10 passeggeri stranieri che invece volevano proseguire la corsa gratuitamente.

Il racconto e l’arresto

Mentre alcuni tenevano fermo immobilizzato il capotreno, gli altri mi hanno circondato e picchiato con calci, manate, pugni – ha raccontato l’agente 41enne dalla sua camera d’ospedale alle pagine de Il Giorno –. Hanno continuato a colpirmi anche quando sono crollato a terra svenuto. Prima che mi assalissero mentre cercavo di identificarli mi hanno quasi sfidato, sostenendo che tanto né io né altri avremmo potuto fare niente perché sono richiedenti asilo politico“. Una beffa che si è ritorta contro gli aggressori: due di loro sono stati arrestati. Sono due richiedenti asilo nigeriani di 24 e 25 anni, ospiti in centri di accoglienza di Lodi e Monza, bloccati e arrestati alla stazione di Calolziocorte.

I due sono stati fermati grazie alle descrizioni puntuali dei colleghi del controllore aggredito. Le accuse ai danni dei due migranti è lesioni, ingiurie, ressitenza a pubblico ufficiale e tentata rapina, poiché hanno pure tentato di rubare il borsello del capotreno. Nella mattina di martedì 8 ompariranno davanti al giudice per l’interrogatorio e la convalida dell’arresto, come precisano da Il Giorno.

La Regione Lombardia chiede l’esercito in carrozza

Regione Lombardia vuole i militari dell’Esercito sui treni dopo l’ennesimo episodio di violenza su un convoglio regionale, l’aggressione a un capotreno e a un poliziotto fuori servizio intervenuto in suo aiuto da parte di un gruppo di 7-8 giovani stranieri. Due nigeriani, richiedenti asilo, sono stati arrestati ieri. Si cercano gli altri. Dopo un diverbio con il capotreno perché senza biglietto a bordo di un Milano-Lecco, il gruppo ha accerchiato e preso a calci e pugni l’agente Mauro Guilizzoni, 41 anni, in servizio alla Questura di Lecco, fino a fargli perdere i sensi. I due richiedenti asilo, di 24 e 25 anni, compariranno oggi davanti al giudice per l’udienza di convalida del fermo. L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere interne del treno.

“Siamo profughi non puoi farci niente” avrebbero esclamato i giovani mentre pestavano poliziotto e capotreno. Quanto accaduto domenica ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza, con la Regione che chiede appunto il pattugliamento dei militari anche sui treni. “Chiediamo al ministro Minniti di richiedere con urgenza al ministero della Difesa- dice l’assessore alla Sicurezza della Regione, Riccardo De Corato – le pattuglie miste Strade Sicure 2009, formate da 3 militari e 2 poliziotti o carabinieri, per presidiare h24 convogli e stazioni lombardi”. Così in una nota Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia locale”. “La Regione Lombardia, a sue spese, sta pagando un servizio di vigilanza privata sui treni lombardi e nelle stazioni ma è evidente che serve di più, servono i militari dell’esercito, sui vagoni e nelle stazioni, per controllare quanto avviene a bordo ma anche chi sale e chi scende”.

Così in una nota Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda. Interviene anche il Pd: “Sono anni che assistiamo a gravi episodi di insicurezza sui treni e alle immancabili strumentalizzazioni della destra, senza mai avere da parte loro risposte serie – afferma Pietro Bussolati, consigliere regionale e segretario metropolitano del partito – ogni volta si parla di vigilantes sui treni e di militari nelle stazioni. E’ indubbio che servano ma non basta: occorrono finalmente investimenti strutturali come i tornelli per consentire l’accesso sui treni solo a chi ha il biglietto, l’implementazione della videosorveglianza e la maggior collaborazione tra polizia locale e forze dell’ordine per il presidio delle stazioni. I pendolari lombardi sono ostaggio dell’immobilismo della destra”. “E’ lo Stato che ha il compito di garantire la sicurezza, anche sui treni e nelle stazioni ferroviarie; non è più accettabile assistere attoniti a quotidiani atti di violenza perpetrati ai danni di viaggiatori e del personale, nel disinteresse generale. Un silenzio assordante”.

Così Simone Verni, consigliere regionale di M5S Lombardia. “Esercito o vigilantes – prosegue – messi in campo per azioni spot sono palliativi e hanno dimostrato, in anni di sperimentazioni inutili, che non risolvono un problema ormai strutturale. Il Prefetto convochi immediatamente un tavolo, con forze dell’Ordine, aziende di trasporto e Istituzioni interessate e si ragioni su un piano serio di sicurezza sui treni e nelle stazioni. Le dichiarazioni di De Corato, Santanchè, Grimoldi sono la solita ‘propaganda vuota’, parole a cui non seguono i fatti: se si vuole veramente risolvere questo problema e garantire sicurezza, occorre strutturare un piano debitamente programmato. Fino ad oggi abbiamo assistito ad attività isolate dal sapore propagandistico che invece di affrontare seriamente la questione l’hanno solo spostato, o posticipato”. L’ipotesi dei militari in carrozza non convince i sindacati.

Fonte: qui e qui

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