No ai profughi: “Spacciano, bevono o rompono i cogli*ni alla gente”

Seguici su Facebook!

Seguici su Twitter!

Viterbo – “In piazza a pascolare, spacciano, bevono o rompono i coglioni alla gente”. Migranti a San Martino al Cimino, è il giorno del sit-in di protesta e dal megafono, i dubbi e le paure. Riccardo Fubelli, portavoce dell’iniziativa, li esterna.

Multimedia: Flop della manifestazione anti immigrati – Pochissimi sammartinesi in piazza – video – La protesta contro gli immigrati – slide

Quasi un centinaio i presenti, qualche politico, una ventina di militanti Casapound, tra questi il responsabile provinciale Alessandro Mereu, ma senza bandiere, parecchi arrivano da Viterbo, non molti sono della frazione.

In piazza tira un vento gelido. Uno striscione: “Riprendiamo le chiavi di casa”, un paio di cartelli per dire no e poi bandiere tricolore attorno alla fontana, dove gli organizzatori fanno posizionare i presenti. Non si sa se e quanti migranti arriveranno e nemmeno quando. Ma è bastata la voce a far scattare la mobilitazione.

“Un borgo carino come San Martino – continua Fubelli – non vogliamo che diventi un ghetto per queste persone. Anche perché, possono fare quello che vogliono, non hanno un lavoro. Ce le ritroviamo qui in piazza dalle 7 del mattino fino alle 3 di notte.

Vogliamo evitare che facciano danni. È facile. Se arrivano 20 persone, anche le le più brave del mondo, le metti qui a pascolare dalla mattina alla sera, qualcosa si devono inventare. Si mettono a spacciare, bevono o rompono i coglioni alla gente”.

L’idea è dare vita a un comitato per fare pressione, in particolare verso la prefettura, che gestisce i bandi per l’accoglienza.

“San Martino non deve essere visto come un parcheggio dei problemi di Viterbo – osserva Fubelli – in città ci sono già migranti. Si è parlato di siti designati ad accogliere, voci di popolo. Si dice il Balletti Park Hotel, alcuni parlano di 90 persone. Ripeto, sono voci, nulla di certo. Siamo qui per avere risposte e far conoscere al paese la problematica nel modo migliore”.

Scatta l’applauso della piazza. Certezze poche. “Non si sa nemmeno in che modo arrivano questi – precisa Fubelli – sotto forma di famiglie, ragazzi dai 20, 30, 40 anni.

VERIFICA LA NOTIZIAVERIFICA LA NOTIZIAQuella di oggi non deve essere una giornata di propaganda di destra, sinistra o razzista. Si deve solo capire se le voci sono reali”. Il portavoce si schiera contro il modo con cui i migranti sono accolti. Un businness per privati. “Qualcuno ha parlato di riceverli alle scuole di Tobia in disuso”.

Tra i presenti, i consiglieri comunali Giulio Marini, Gianmaria Santucci, Chiara Frontini, Luigi Maria Buzzi, Gianluca Grancini e Umberto Ciucciarelli di Unione per la Tuscia.

Gli stessi organizzatori si aspettavano qualcuno in più. A inizio manifestazione una signora suggerisce di andare a suonare casa per casa.

“Siamo pronti ad accoglierli?”. Fubelli si fa la domanda e si dà la risposta: “Non lo so”. In disaccordo coi presenti, molti dicono no. “Non basta metterli in albergo. Se ci sono bambini piccoli, devono andare in asilo e sappiamo i problemi che ci sono. Quanti devono mandare i propri figli in quelli privati perché non c’è posto? Cosa succederà?”.

Una signora mostra di sapere come andrà a finire: “Un posto ce l’hanno sicuramente, loro vengono prima di noi”.

Ancora numeri. C’è chi parla di cento migranti previsti a San Martino al Cimino. “Sarebbe una vittoria già se a fronte di cento previsti ne accogliamo trenta. Secondo me sono troppi. Ma sarebbe una vittoria”. Ma sul totale la piazza è in disaccordo. “Pure cinque sono troppi”. Una signora è categorica, diversamente da un uomo. A lui cinque starebbero bene. A lei no: “Niente è il numero giusto”. Niente è il numero giusto.

Commenti a caldo

comments

Condivi la notizia con i nostri bottoni social

Seguici su Facebook!

Ti serve un nuovo hosting hosting? Solo 1.99€/mese e dominio gratuito!

La tua prima VPS? 1 CPU, 1G Ram e 100Hb disk SSD con traffico illimitato? Solo 8.33€/mese!

Seguici su Twitter!