Morbillo dilaga in Italia + 230%, arriva dalla Romania

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Oltre a puttane, speculatori, terroristi e zingari, anche i virus prosperano nel mondo senza frontiere.
Una nuova epidemia di morbillo sta infatti dilagando in Italia, dove da febbraio 2017 è stato registrato un aumento del numero di casi che sono più che triplicati.

Nel 2016 sono stati registrati 844 casi di morbillo ma dall’inizio del 2017 i casi sono già più di 700 con un incremento rispetto allo scorso anno di oltre il 230%.

Il problema è certamente collegato – anche – a un calo di vaccinazioni, perché era una di quelle malattie che stava scomparendo.

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Ma soprattutto, la sua penetrazione così veloce, è collegata con la facilità degli spostamenti dall’Est. Il morbillo sembra infatti provenire dalla Romania, dove sono morte 17 persone da settembre fino ad oggi con migliaia di infetti. Dal mese di febbraio il virus ha iniziato a diffondersi anche in Italia.

“Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 – sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione”.

“E’ ora indispensabile – precisa – intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinchè non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale”.

“Il ministero – conclude – attiverà ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.

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