MILANO: 21 MILIONI DI EURO PER MANTENERE FINTI PROFUGHI IN HOTEL

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«Se qualcuno si chiedesse quanto fruttano i richiedenti asilo all’indotto delle cooperative, è presto detto: 21 milioni e 472mila euro fino al 2018».

E’ la somma destinata al mantenimento in hotel dei sedicenti profughi nella sola città di Milano. La denuncia di De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

«Quello che emerge nella determina pubblicata dal Comune di Milano – spiega De Corato – è la gestione delle solite cooperative e come, al contrario di altre gare dove i ribassi sono sempre presenti, qui al massimo arriviamo a un ribasso che va dal 2 per cento allo 0,166». Di qui l’accusa. «I più maliziosi potrebbero affermare che tra le cooperative ci sia un tacito accordo, un cartello che fa sì che il prezzo dell’accoglienza rimanga sempre quello. Abbiamo ormai imparato – prosegue De Corato – che l’accoglienza ai presunti profughi fa gonfiare le casse delle cooperative, basta vedere i loro bilanci».

Come esempio vengono citate citiate le due più attive con Arca che dichiarava un introito per le sue attività nel 2011 di 3milioni e 129mila euro, passati nel 2015 a 8milioni e 333mila euro. Farsi Prossimo, invece, ha incassato 10 milioni e 270mila euro.

Dai dati risulta che la percentuale delle domande di asilo bocciate è in crescita e solo il 5 per cento ha avuto come esito lo status di rifugiato: «Insomma – attacca De Corato – le persone a cui paghiamo vitto e alloggio sono potenzialmente clandestini e basandoci sui numeri si può dire che su 21 milioni stanziati dal Comune, 10 milioni vanno a chi si rivelerà irregolare. Andrebbero richiesti a coloro che da clandestini hanno usufruito di servizi non dovuti».

In realtà, secondo numeri ufficiali del governo, degli immigrati sbarcati nel 2016, solo il 2,65 per cento è un vero profugo, con la stragrande maggioranza che soggiornano nel paese come clandestini.

Secondo l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), un totale di 181.436 immigrati è stato traghettato in Italia dalla Libia durante il 2016, un record. Questa cifra non comprende coloro che sono stati in grado di entrare clandestinamente, come accade molto spesso in Sardegna, ma solo quelli che sono stati ufficialmente registrati.

Di questi, solo 4.808 sono stati riconosciuti come rifugiati e hanno ricevuto asilo in Italia: appena il 2,65 per cento del numero totale di coloro che sono sbarcati.

Una statistica inquietante recentemente venuta alla luce rivela che la metà dei migranti sbarcati (90.334) non ha mai presentato domanda di asilo, ma è scomparsa, andando a gonfiare le file dei clandestini. Molti saranno terroristi islamici, quasi tutti spacciatori o criminali.

Per i restanti 91,902 migranti che hanno chiesto asilo, al 60 per cento di questi (54.252) è stato negato. Ad un altro 21 per cento (18.979) sono stati assegnati permessi di “protezione umanitaria”, un permesso annuale dato non ai profughi ma a chi non si sa dove mandare, e il 14 per cento (12.873) la “protezione sussidiaria”, una sorta di permesso di asilo temporaneo.

VERIFICA LA NOTIZIANonostante il fatto che alla stragrande maggioranza degli immigrati in Italia è stato negato l’asilo, meno di 5.000 sono stati espulsi nel 2016, il che significa che più di 175.000 sono rimasti, e vivono in hotel senza averne diritto. Molti perché hanno fatto ricorso a spese nostre con gli avvocati delle Coop PD e del Vaticano.

E intanto giovedì sera ancora scene di guerriglia urbana in via Caccialepori, in zona San Siro che per De Corato «si sta trasformando nella Molenbeek di Milano, dove le case popolari sono ostaggio degli abusivi stranieri». Poco dopo le 21.30 un nordafricano, con una mazza, ha aggredito e mandato all’ospedale un giovane marocchino, lasciando una lunga scia di sangue sulla strada».

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