Mercato libero… di manipolare. La Procura di Trani attacca ancora

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di Alberto Micalizzi

Il cosiddetto “neoliberismo” non ha nulla di “libero” neppure nei meccanismi di mercato, che pure una certa tradizione di libero mercato vorrebbero regolati dal naturale incontro tra domanda ed offerta.

I mercati di oggi, soprattutto quelli strettamente finanziari, soggiacciono a svariate forme di manipolazione perpetrata sia intenzionalmente da influenti intermediari finanziari che meccanicamente per il tramite di algoritmi che usano le variabili economiche e sociali come parametri di equazioni matematiche.

Dal 2008 ad oggi abbiamo assistito a pratiche di manipolazione sanzionate, patteggiate e/o tuttora oggetto di indagini penali su tutti i principali strumenti finanziari, che riguardano il tasso interbancario Libor, il tasso Euroribor, il tasso di cambio euro/dollaro, il rating sul debito pubblico di Paesi (presuntamente) sovrani, ed il pricing dei derivati venduti alle tesorerie degli Stati.

Qualche esempio

L’Antitrust europeo ha multato nel 2013 per 1,7 miliardi Société Générale, Barclays, Deutsche Bank e Royal Bank of Scotland per la manipolazione del tasso Euribor tra il 2005 e il 2008.

Citicorp, JPMorgan, Barclays, Royal Bank of Scotland si sono dichiarate colpevoli di aver cospirato per manipolare il prezzo del dollaro e dell’euro tra il 2007 ed il 2013.

Nel 2012 Barclays ammette le responsabilità dei suoi manager e paga una multa stratosferica alle autorità inglesi e americane per chiudere una causa civile nella quale veniva accusata di aver manipolato il tasso Libor;

Nel 2011 e 2012 apprendiamo dalla Procura di Trani della manipolazione di mercato perpetrata da Standard&Poor’s e Fitch nell’ambito del downgrade del rating sul debito pubblico italiano, costato secondo la corte dei conti oltre 100 miliardi di danno erariale.

Nel 2015 scoppia il caso della manipolazione dei contratti derivati negoziati da banche d’affari del tenore di Morgan Stanley al Tesoro Italiano, per il quale è in corso una indagine da parte della Corte dei Conti.

Questi e decine di altri casi eclatanti hanno in comune due fattori chiave:

1) banche d’affari internazionali approfittano della propria posizione per ingannare le amministrazioni degli Stati;

2) il terreno che materialmente consente la manipolazione è sempre il debito, sia pubblico che privato. E’ infatti sul debito che si innescano i tassi libor, euribor, i tassi di cambio, il giudizio delle agenzie di rating, la vendita di strumenti derivati….Senza il debito, soprattutto pubblico, queste pratiche non avrebbero il terreno per manifestarsi.

La chiusura delle indagini su Deutsche Bank

E’ ancora il debito ed una banca d’affari internazionale che fanno fa sfondo all’ennesimo caso di manipolazione che riguarda questa volta la Deutsche bank. Ancora una volta, è la Procura di Trani ed il PM Michele Ruggiero a prendere la prima fila, quella dell’onore, nella impari lotta contro i giganti del mondo della finanza. La notizia di ieri è la chiusura delle indagini nell’ambito del procedimento in corso contro Deutsche Bank, indagata per manipolazione di mercato nell’ambito delle negoziazioni su titoli pubblici del Tesoro italiano.

Le notizie pubbliche sono ancora avare di dettagli e si limitano a riferire che la Procura di Trani ha chiuso le indagini contro gli ex-vertici della Deutsche Bank accusati di aver venduto precipitosamente 7 degli 8 miliardi di titoli di Stato italiani che erano nel loro portafoglio all’inizio del 2011. Questa massiccia vendita vìola l’art 185 del Testo Unico della Finanza (TUF) sulla manipolazione di mercato che punisce chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari.

Parliamo del primo semestre del 2011, un periodo caldissimo che combacia e si sovrappone leggermente con l’inizio dell’attacco delle agenzie di rating contro il Tesoro Italia e contro l’Italia tutta, visto che quell’azione concertata causò il crollo di un Governo, perdite ingenti al demanio ed alimentò una spirale recessiva di cui in parte ancora oggi paghiamo le conseguenze.

Tra circa 20 giorni saranno pubblici i dettagli dell’accusa contro Deutsche Bank, e ci aspettiamo importanti sorprese che preludono ad un impianto accusatorio pesantissimo che sinora la stessa banca ed i funzionari e dirigenti indagati si sono ben guardati dal divulgare. Tra questi, peraltro, c’è anche l’ex presidente della banca, Josef Ackermann.

Ci sono tante altre forme di manipolazione che il sistema bancario usa per estorcere denaro alle famiglie, alle imprese ed alla pubblica amministrazione, e l’usura è una delle più odiose tra le tecniche sperimentate su larga scala certamente in Italia e nell’Eurozona.

Tuttavia, i recenti casi di manipolazione su variabili sistemiche quali tassi interbancari e rating ci ricordano che la finanza predatoria continua a mutare, dotandosi di strumenti sempre più sofisticati. Tra questi, ricordiamolo, ci sono “meccanismi” e strumenti dai nomi talvolta rassicuranti come il “Meccanismo Europeo di Stabilità” o la clausola di salvataggio “Bail in” che in realtà altro non sono che forme moderne, sofisticate e difficilmente indagabili di manipolazione di mercato.

Quelle della manipolazione di mercato, delle truffe sui derivati, dell’usura bancaria, del bail-in sono le tante facce della finanziarizzazione dell’economia con le quali l’Eurosistema sottrae quotidianamente risorse all’economia reale ed impone la propria governance sui Paesi.

In tanti Tribunali, ormai, si portano avanti decine di procedimenti che puntano sempre più al cuore del meccanismo, come apprendiamo dalla Procura di Trani. Ma questo non basta.

Occorre, al contempo, lavorare a soluzioni economiche che consentano di sdebitare l’economia rimuovendo alla radice il debito, che rappresenta la causa di attecchimento della manipolazione e quindi di asservimento dell’economia reale nei confronti del settore finanziario.

Alberto Micalizzi

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