L’orribile scoperta sulla donazione degli organi sta sconvolgendo tutta l’umanità. Guardate…

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Donare gli organi? L’articolo che segue potrebbe farti cambiare idea.

Per chi non lo sapesse, la donazione degli organi non avviene quando la persona è morta.

Se il sangue smette di circolare, gli organi non sono più utilizzabili e quindi l’espianto deve avvenire mentre il sangue circola e il cuore ancora batte.

Ma se il cuore ancora batte – vi chiederete voi – una persona è ancora viva? Certo che è ancora viva. Ma la “scienza” s’è inventata la “morte cerebrale”.

Cos’è la morte cerebrale? Ce lo dice Wikipedia:

La prima definizione di coma irreversibile fu elaborata nel 1968 da un comitato creato ad hoc dell’Harvard Medical School. I criteri di Harvard per l’accertamento della morte cerebrale sono poi diventate la base di tutte le legislazioni nazionali.

Con questi criteri si stabilisce quando è lecito “staccare la spina” e interrompere la rianimazione perché il paziente è clinicamente morto. I criteri di Harvard sono anche la base per le leggi in materia di trapianti: gli organi sono prelevabili dal donatore, dopo l’accertamento della morte cerebrale.

Quindi, se sei “cerebralmente morto”, e quindi vivo, loro ti staccano gli organi. Basterebbe la logica per capire che una persona o è morta o è viva. Se non sei morto ma sei “cerebralmente morto” significa che sei vivo.

Ma adesso, dagli Stati Uniti, arriva la conferma che la “morte cerebrale” è una stupidaggine pazzesca.

La famiglia di Jahi McMath, ragazzina di 13 anni ancora in vita a distanza di dieci mesi dalla dichiarazione di morte cerebrale ha condiviso su YouTube dei video che provano la capacità della ragazza di rispondere alla voce della mamma, muovendo una volta un piede e una volta la mano, in risposta alle richieste materne.

I genitori hanno tenuto la figlia nel New Jersey negli scorsi 9 mesi mentre hanno portato avanti un procedimento legale per ottenere la revoca della diagnosi di morte cerebrale (la prima richiesta del genere mai verificatasi al mondo). In caso di verdetto favorevole la ragazza potrebbe ritornare con la famiglia in California, ed avere la possibilità di ricevere assistenza pubblica.

La storia sopra raccontata è confermata da un articolo dell’associated press il cui titolo tradotto in italiano è Una ragazza dichiarata cerebralmente morta riaccende il dibattito sulla morte.

Nell’articolo viene specificato che

nel New Jersey, a differenza della California,  la legge permette ai familiari di rifiutare la dichiarazione di “morte cerebrale” sulla base di motivi religiosi, e permette ai pazienti cerebralmente morti di rimanere collegati ai ventilatori.

Riguardo a tale vicenda la Lega contro la predazione degli organi e la morte a cuor battente in suo recente comunicato afferma che:

In Italia invece la “morte cerebrale” è dichiarata d’autorità sulla base di protocolli di Stato variabili su decreto del Ministro della Sanità. La persona dichiarata “morta cerebrale” è posta di fronte a due percorsi terribili: se è “donatore d’organi” muore per espianto praticato sotto farmaci paralizzanti a cuore battente, se la persona ha presentato opposizione al prelievo di organi e tessuti, viene estubata e muore per soffocamento. In quest’ultimo caso va detto che la legge non impone il distacco della ventilazione (dove è scritto?), ma è invalsa questa prassi ospedaliera automatica e crudele per ragioni medico-difensive, ovvero per impedire eventuali riprese dal coma che danneggerebbero la credibilità dei medici ed il mercato dei trapianti.

C’è un’altra forma criminale, documentata almeno da una cartella clinica, ma spesso occulta, con la quale di fronte ad una opposizione eclatante dei parenti all’estubazione, il paziente, considerato in “morte cerebrale”, è mantenuto sotto ventilazione dando l’impressione di essere curato, ma privato delle cure e della idratazione finché sopraggiunge l’inevitabile arresto cardiaco.

Secondo voi è giusto che i donatori di organi conoscano queste informazioni, sì o no? Io non ne sapevo nulla ed ero favorevole alla donazione degli organi. Da quando lo so, non solo ho deciso di non donare i miei organi ma nel caso in cui ne avessi bisogno, non voglio neanche che ammazzino una persona per trapiantare a me i suoi organi.

Ecco i due video di Jahi Mcmath (13 anni) “cerebralmente morta” e quindi viva, a cui qualcuno avrebbe già staccato gli organi.

Fate leggere questo articolo a tutta l’umanità.

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