L’ATROCE PROFEZIA DI FELTRI SULLA FINE DEI LEADER DEL GOVERNO GIALLO-VERDE: “DI MAIO E SALVINI, AMMESSO CHE ABBIANO UN’IDEA…”.

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Quando la politica, pur già essendo un coacervo di egoismi e interessi personali, era una cosa apparentemente seria, allorché si trattava di assemblare una maggioranza composita, i partiti coinvolti concordavano un programma da realizzare con la collaborazione di ogni forza. Steso il quale sotto forma di documento ufficiale, da rendere pubblico, si procedeva al varo dell’esecutivo, ammesso godesse della fiducia del Parlamento.

Oggi è cambiata all’improvviso in peggio la prassi. Nel senso che nessun attore della ridicola commedia (in corso) si preoccupa del succitato programma comune. Movimento 5 stelle e Lega puntano a condividere il potere, ma ignorano con quali finalità. Il fatidico programma in questione non c’è e se, invece, c’è nessuno ce lo racconta e spiega come fare a recuperare le risorse atte a renderlo concreto, fattibile. Quindi gli italiani, tra poco, forse avranno un governo, tuttavia non sapranno gli obiettivi che si prefigga. Basta questo per capire a quale razza di sprovveduti ci stiamo affidando.

Non è arduo ipotizzare che la diarchia Luigino-Matteo non durerà a lungo. I due soggetti sono incompatibili, avendo idee (se ne hanno) diverse, litigheranno sul problema dei migranti, sulla aliquota unica al 15 per cento, sul reddito di cittadinanza, sulla patrimoniale anti IVA e su mille altre cose. Nella presente fase preparatoria si sta discutendo ferocemente non tanto delle emergenze del Paese (neanche una parola sulla tirannide europea e sulla moneta unica), bensì si bisticcia per scegliere le persone idonee a menare il torrone. Va da sé che il metodo adottato contrasta con le esigenze dei cittadini, i quali se ne infischiano della spartizione delle poltrone: sono attenti alla loro sorte e temono di essere, come sempre, triturati dalle tasse e obbligati a convivere con milioni di profughi musulmani che osservano le leggi coraniche e se ne sbattono delle nostre, benché aspirino all’integrazione.

La prospettiva di una guida Di Maio è raggelante e non comprendiamo con quale coraggio l’ottimo Salvini sia in grado di trasformarla in realtà senza battere ciglio. Come fa un lombardo ad accettare la promozione a cameriere di un terroncello che non ha mai lavorato? Si liberi da questa schiavitù vergognosa, lasci che i grillini si grattino la rogna che li affligge. Non è obbligatorio entrare a Palazzo Chigi in certe circostanze, conviene fuggire. Matteo, scendi dalla pianta marcia e rifiuta di reggere il moccolo allo steward destinato a tornare in fretta alle scuole serali.

Fonte: qui

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