LA ”GUERRA DEI ROMPIGHIACCIO” AL POLO NORD: ASSALTO DI CINA RUSSIA E STATI UNITI ALLE RISORSE DI UN LUOGO INCONTAMINATO

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Il rompighiaccio della Guardia costiera statunitense Uscgc Healy da 16.400 tonnellate di dislocamento, uno dei due soli rompighiaccio polari in servizio nelle Forze armate Usa, manovra al centro di una regione che si prefigura sempre piu’ come teatro di primo piano nell’arena geopolitica globale.

Il parziale scioglimento dei ghiacci dell’Artide sta trasformando una remota terra di nessuno in un potenziale snodo strategico per il commercio globale, e Cina e Russia si sono gia’ attivate da tempo per garantirsi l’accesso alle risorse naturali che si celano sotto il ghiaccio della calotta polare.

Gli Stati Uniti, scrive il Washington Post oggi, stanno studiando una consistente espansione della loro flotta di rompighiaccio e valutando se armare o meno quei vascelli con lanciatori per missili da crociera, oltre a studiare le modalita’ di gestione del traffico marittimo commerciale in un’area ancora imprevedibile e assai pericolosa per la navigazione.

L’ammiraglio Paul Zukunft, comandante della Guardia costiera Usa, recentemente ha lanciato un avvertimento circa la presenza navale russa e cinese sulle acque artiche sovrastanti la piattaforma continentale degli Stati Uniti. Si tratta, ricorda il quotidiano Usa, di un’area vasta pressappoco quanto il Texas, e ricca di petrolio e altre risorse che i progressi delle tecnologie estrattive potrebbero presto esporre allo sfruttamento.

Zukunft ha dichiarato il mese scorso a Washington che la situazione, nell’Artide, potrebbe divenire presto analoga a quella nel Mar cinese meridionale, oggetto delle mire espansionistiche cinesi e su cui Pechino ha unilateralmente collocato una serie di installazioni militari, ignorando le obiezioni dei vicini. La Russia ha gia’ avanzato rivendicazioni su un’area che si spinge sino al Polo Nord, dispone di una flotta di 25 rompighiaccio e ne ha messi altri in cantiere. La prossima generazione di rompighiaccio russi, scrive il Washington Post, “non e’ progettata solamente per attraversare i ghiacci polari, ma per combattervi”.

Il quotidiano cita il particolare la classe Progetto 23550: un vascello lungo circa 100 metri dal dislocamento di 9 mila tonnellate, progettato per operare agilmente nelle acque artiche trasportando un armamentario di cannoni navali e missili da crociera; il promo esemplare della nuova classe di navi artiche, l’”Ivan Papanin”, e’ in fase di assemblaggio a San Pietroburgo.

Nel frattempo, Mosca ha gia’ presentato e intrapreso piani per espandere la propria rete di basi e infrastrutture militari lungo le sue coste nord-orientali.

La Cina, che non e’ geograficamente attigua alla regione, vi e’ presente invece con una serie di vascelli esplorativi e di ricerca, e sostiene che nessun paese possa vantare la sovranita’ esclusiva su quelle acque e le risorse sottostanti. Ufficiali dell’Esercito popolare di liberazione hanno affermato pubblicamente che le dispute nell’area, in futuro, potrebbero obbligare il paese a ricorrere alla forza.

L’amministrazione del presidente Usa Barack Obama aveva proposto per la prima volta l’espansione della flotta di navi rompighiaccio statunitensi nel 2015, esprimendo timori per le iniziative assunte dalla Russia. L’attuale presidente, Donald Trump, ha espresso pubblicamente il proprio sostegno al progetto lo scorso 17 maggio, durante un intervento all’Accademia della Guardia costiera Usa. L’ammiraglio Zukunft ha chiesto tre nuovi rompighiaccio medi e tre pesanti, cosi’ da ritirare l’unita’ piu’ vecchia attualmente in servizio, impegnata in pattugliamenti perenni delle regioni artica e antartica. L

L’Healy e’ entrata in servizio nel 1999, ma la seconda nave rompighiaccio statunitense, la Uscgc Polar Star, e’ vecchia di oltre quarant’anni. I costi, per il momento, sono poco chiari: alcune stime sostengono che le nuove rompighiaccio costeranno addirittura un miliardo di dollari l’una. Resta il fatto che si il polo Nord a questo punto non è più solo un luogo geografico, ma l’arena di una disputa dagli esiti imprevedibili.

Fonte: qui

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