“Io sequestrata per un’ora, pensavo di morire” – VIDEO

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“Mi hanno sequestrata per un’ora insieme a mio nipote di 12 anni, trascinata all’interno del centro per due volte e colpita. Ho avuto paura, pensavo di morire”, racconta Pamela, la donna che la scorsa notte è andata nel centro di accoglienza. “Loro erano in tanti, una cinquantina – aggiunge – mi sono coperta il volto e speravo che non facessero nulla di male al bambino”. “Sono stato accerchiato da 40 persone mentre cercavo di liberare quella donna. Erano armati di bastoni e bottiglie. Ho rischiato di prendermi qualche coltellata”. Lo ha raccontarlo Yari un abitante di Tiburtino III parlando dell’assedio della scorsa notte a vi del Frantoio. “Mi hanno aggredito con tubi, con bastoni e anche un coltello – aggiunge – noi eravamo in 4 contro 200 e a mani nude”.

Il video che segue spiega tutto. Fancazzisti in vacanza a spese nostre che dopo colazione escono dal centro per andare a spassarsela e poliziotti che fanno loro da scorta:

Nuove tensioni si sono poi ripetute questa mattina. All’uscita di tre fancazzisti un paio di residenti gli sono andati incontro urlando: “Ti ho riconosciuto, eri quello che stanotte aveva in mano un bastone”. “Andate via, tornate al vostro paese”. Ad intervenire polizia e carabinieri che hanno separato i due gruppi. Al momento l’ingresso del centro è presidiato dalle forze dell’ordine.
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Perché gli agenti invece di schierarsi con il popolo, difendono una caserma di occupanti che sequestrano donne e bambini italiani?

E che dire dei media di distrazione di massa che invece di parlare di ‘mamma e bambino rapiti’ titolano ‘migranti sotto assedio’?

Incredibilmente non ci sono arresti tra i sequestratori.

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