Immigrati in fila per iscriversi al PD

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fact_iconPuglia. Piovono le tessere per far fuori Michele Emiliano candidato alla segreteria.
Lo scorso anno le tessere erano 27 mila, adesso sono arrivate a 34 mila, circa 7 mila in più: in 48 ore. Con immigrati in coda per aderire entusiasti al Pd a San Severo, provincia di Foggia.

Proprio il comune dove è situata la famigerata baraccopoli con migliaia di clandestini.

Lo ha denunciato l’eurodeputata democratica Elena Gentile che ha accusato i democratici pugliesi di aver tesserato 150 immigrati che sono stati avvistati in fila nelle ultime ore.

Non è la prima volta. Si sono registrate orde di zingari per le primarie PD di Roma. Di Cinesi a Milano. E di altre etnie in ogni dove. E’ la ‘democrazia’ etnica del PD.

Per i piddini gli immigrati sono ‘carne da urna’. I vari capibastone locali se li comprano per comprarsi un posto nel partito e per scalarlo. Non è strano, avviene lo stesso in tutto il mondo: gli immigrati votano per gruppo di appartenenza, non per ‘idea’, e questo non fa che degradare la democrazia a faida etnica.

Questo dovrebbe insegnare due cose: nelle società multietniche non esiste la ‘democrazia’. Esiste il ‘voto etnico’. Vari capetti di comunità straniere che controllano pacchetti di voti e li distribuiscono su loro rappresentanti. Non votano idee, votano ‘gente come loro’ perché facciano i loro interessi. Questo è oggi il Pd: il partito degli immigrati.

E’ il fallimento del ‘voto agli immigrati’ che il Pd attua nelle sue primarie e nel tesseramento, e che, non ostante l’evidente fallimento, vorrebbe estendere alle elezioni vere.

Per questo dare il “voto agli immigrati”, è un attentato alla Democrazia.
Questo schema verrebbe infatti ripetuto “in grande” nelle elezioni generali.

E’ quello che accade negli Usa, dove fu un fattore decisivo per la vittoria di Obama: pulmini di messicani e roba simile pagati per accorrere ai seggi. Spesso, senza essere nemmeno cittadini. Grazie alle stravaganti leggi Usa infatti, in quasi tutti gli Stati americani non viene richiesto neanche il documento, vanno sulla fiducia. Come alle primarie del PD.

Per questo, immigrazione e democrazia sono incompatibili. Perché le comunità di immigrati sono i serbatoi ideali per il “voto di scambio”. Spesso questo non è così plateale come nel caso piacentino ma del tipo: “noi vi diamo finanziamenti per le moschee e voi votate noi”. Formalmente legale, ma democraticamente illegittimo.

Gli immigrati sono i “bravacci” dei politici, assoldati, come avveniva con gli schiavi nell’ultima Roma repubblicana, per asservire il popolo e servire i potenti.

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