Il nuovo Medio Evo italiano: è boom di case fortificate

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L’emergenza-sicurezza assomiglia alla temperatura-meteo: c’è quella reale e quella «percepita». In estate ci dicono che i gradi sono 30 ma ne percepiamo 35, mentre in inverno il termomentro segna zero, ma noi ne avvertiamo cinque in meno.

Questa storia delle cose «percepite» che risultano diverse da come sono in concreto è una delle barzellette della nostra epoca e che qualche cervellone ora pensa di applicare anche al tema della criminalità. Emblematico, sul fronte micro(?) criminalità, quello che sta accadendo a Treviso, dove è sorto un «elegante» quartiere bunker, Borgo San Martino, (con muri di recinzione alti tre metri, telecamere ovunque e sistemi anti-intrusione super tecnologici). Apriti cielo. Subito è spuntato l’ambientalista di turno, pronto a denunciare lo scarto tra l’allarme sicurezza reale e quello «percepito».

VERIFICA LA NOTIZIAVERIFICA LA NOTIZIAIl villaggio «fortino» è infatti finito nel mirino di Italia Nostra, che ha accusato il Comune anche di aver autorizzato un comprensorio edilizio «non rispettoso della normativa urbanistica»: «Il Veneto – ha denunciato su La Stampa il presidente provinciale dell’associazione ambientalista, Romeo Scarpa – è la terra delle deroghe e delle proroghe, quindi nessuno stupore particolare. Inoltre, vanno stigmatizzate queste iniziative che si basano sul livello di percezione della sicurezza, non su quella reale. Siamo una cittadina di provincia, con reati in calo e criminalità sotto controllo. Cosa dovrebbero fare allora a Milano o Torino: mettere un fossato con le mitragliatrici?». Probabilmente il signor Scarpa non ha mai vissuto il brivido di trovarsi in casa dei ladri; se la sua famiglia fosse stata minacciata da una banda specializzata in assalti in villa, probabilmente non farebbe tante distinzioni tra paura reale e paura «percepita».

È vero che negli ultimi 5 anni in Italia i furti in appartamento sono diminuiti del 15%, ma è altrettanto vero che quelli messi a segno sono diventati più cruenti degenerando in rapine (+8%) e aggressioni (+6%). E mentre prima i ladri, sorpresi in casa da qualche componente della famiglia presa di mira, se la davano a gambe levate, ora tendono ad aggredire chi «interferisce» nel loro «lavoro» con conseguenze che a volte provocano ferimenti (+6%) o addirittura omicidi (+4%). Una situazione che ha portato a un boom del settore che opera nel ramo «prevenzione e sicurezza»: le aziende specializzate in questo ramo sono aumentate nell’ultimo decennio del 17% con un’escalation nell’ordinazione e nell’istallaggio di sistemi anti-furto (+21%), porte blindate (+18%), cancelletti per balconi e inferriate per finestre (+15%), telecamere di sicurezza e impianti di videosorveglianza (+19%). Tutti «optional» che gli inquilini di Borgo San Martino si ritrovano «di serie», a fronte di una spesa complessiva, per un’abitazione di 150 metri quadrati, oscillante tra i 320 mila e i 410 mila euro: le 21 case disponibili sono state vendute in un battibaleno.

Eppure il borgo «fortificato» continua a dividere Treviso: c’è chi lo giudica positivamente («Nel Nord-Est gli assalti in villa sono una piaga, bisogna pur proteggersi…») e chi negativamente («Sembra un quartiere blindato in una zona di guerra, francamente un’esagerazione…»). Intanto nella sede della società che ha ideato il borgo «invalicabile» si brinda: «I telefoni squillano in continuazione – confermano il titolare Remo Berno e il costruttore Alberto Villanovich – e la richiesta è pressante. C’è desiderio di privacy e i nostri residence la garantiscono. Abbiamo già in programma un nuovo lotto di 30 villette. Il polverone sollevato a Treviso è strumentale: c’è un villaggio gemello a Castelfranco Veneto, ma lì nessuno dice nulla. E nemmeno a Jesolo, dove queste lottizzazioni impenetrabili sono presenti da tempo. Ad Arese esistono addirittura dagli anni Settanta». Ma il sindaco Pd, Giovanni Manildo, resta perplesso: «suo malgrado», non ha potuto far altro che lasciar finire i lavori di un cantiere autorizzato dalla precedente giunta a guida Lega Nord. Ma tiene a sottolineare: «Sicuramente la nostra idea non è quella di quartieri murati, Treviso è una città sicura e di certo non ha bisogno di alzare barriere».

E’ statisticamente impossibile che diminuiscano i furti in generale ma aumentino solo quelli cruenti. Questo significa una sola cosa: i primi non vengono nemmeno più denunciati per totale impunibilità degli immigrati. E’ il primo passo per la dissoluzione di uno Stato.

Manildo è poi un sindaco comico. Come comico è il partito che rappresenta: se non metti un muro a quella cazzo di frontiera, la gente si rinchiude in casa. La nascita di ‘mini-frontiere’ interne è inevitabile: è lo stesso percorso che dal crollo dell’Impero portò ai castelli fortificati, preceduti dalle città fortificate durante il declino. Ma spiegare la storia ai fanatici del PD è come insegnare ad un serpente a saltare. Capire le dinamiche sociali non è la loro natura. Capire tout court, non è la loro natura.

Italia Nostra, se vuole risultare credibile – e ha ragione sulla situazione ambientale in Veneto – deve chiedere il blocco dell’immigrazione che porta cementificazione e la chiusura dei campi nomadi. Che non ci sembrano ‘rispettosi della urbanistica’. Il vero ambientalista non può che essere contro l’immigrazione.

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