Il borgo dove i Profughi sono il triplo degli Italiani – VIDEO

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A Cavannella Po, in provincia di Rovigo, Renzi sperimenta la sostituzione etnica: 32 residenti costretti ad ospitare 100 cosiddetti profughi.

Il “muro” di Cavanella, che dividerà gli edifici occupati dai fancazzisti detti profughi da quelli abitati dai residenti, è finito in televisione.

L’anno scorso, la trasmissione satirica Agorà di Rai3 si occupò in tre collegamenti di Cavanella.

Il sindaco di Adria, Bobo Barbujani, spiegò i motivi per i quali il comune decise di dare il permesso edilizio alla costruzione del muro di separazione che difendesse i residenti dai cosiddetti profughi, allora ‘solo’ 80:
“Una maniera per dividere i 40 residenti dagli 80 profughi che adesso risiedono a Cavanella, anche a fronte di una serie di problemi di sicurezza che in un recente passato hanno riguardato la frazione”. Rubano, in qualche modo vanno ‘contenuti’.

Nessun intento discriminatorio, ha tenuto a precisare il sindaco. Guai!

Quando invece di muri alla frontiera realizzi una sorta di ponte di navi che dalla Libia portano in Italia, poi i muri li devi contruire ‘dentro’. Ne basterebbe uno al confine per evitarne centinaia dentro il confine: Trump insegna. Ma prima di lui la Bibbia: Paradiso, dal sanscrito paradesha, luogo recintato e protetto. Il luogo più importante di tutto il pensiero indoeuropeo prima e cristiano poi, è quindi concepito come ‘recintato e protetto’.

L’idea che una cosa che conta vada protetta rendendola “esclusiva”, è il sancta sanctorum del pensiero indoeuropeo. L’architrave di tutta la nostra civiltà, Cristianesimo compreso, prima che venisse ‘dirottato’ e distorto da un manipolo di falsi profeti.

Oggi, questo pensiero viene tacciato come “razzismo”. E ti devi ‘scusare’ se ti proteggi con i muri: è sintomo di decadenza morale.

E’ tipico delle civiltà decadenti, ridurre l’amore a egoismo, e degradare le cose importanti a cose non degne di essere protette. Poi cadono. Le civiltà: perché non si proteggono. Smettono di credere che ci sia qualcosa degno di essere protetto.

In questo mondo rovesciato, chi pensa si debba proteggere il nostro benessere – che in una realtà con risorse limitate dipende fortemente dal numero di chi ne usufruisce – dalle minacce esterne, è cattivo e insensibile. Però, poi, gli stessi che accusano i patrioti, applicano queste tesi al loro business.

Perché tutti sanno che l’esclusività rende le cose e i luoghi – in parte anche le persone – più preziosi.

Eppure, questo non deve valere nel campo dell’immigrazione: in quel caso, più individui – in gran parte qualitativamente scarsi – vengono, e meglio è, secondo la propaganda. Propaganda che, inutile dirlo, è controllata dagli stessi che fanno affari con l’esclusività in altri campi. E il motivo è semplice: non è un problema loro. Essi hanno la certezza di “sfuggire” all’integrazione mandando i loro figli a scuole private, usando l’autista e non i mezzi pubblici, curandosi in cliniche private e non ospedali, vivendo in ville circondate da muri e non in quartieri multietnici.

Loro, l’esclusività del benessere perduta dai propri connazionali, la conserveranno lo stesso. Anzi, per certi versi il loro benessere si accrescerà. E lo farà grazie a una moltitudine di manodopera low-cost, che potranno sfruttare nelle loro fabbriche e nelle loro tenute. Recintate e protette.

Quindi, quando vedete i banchieri che finanziano il PD, o i ricchi Vescovi, decantare le bellezze dell’immigrazione, sapete a cosa si riferiscono. E quando li sentite sgridare il vostro egoismo di “ricchi italiani” egoisti, perché non volete con-dividere il vostro benessere con mezzo mondo, saprete che fare il vostro interesse è un vostro legittimo diritto. E che quella che i media vi spacciano come “giustizia”, altro non è che l’interesse dei ricchi.

E’ sempre così nella Storia: i potenti, riescono a vendere al popolo, attraverso l’uso dei media di ogni epoca, ciò che è il loro interesse come “ciò che è giusto”.

Invece ciò che non è giusto, è che l’esclusività sia limitata ad un numero ristretto di ricchi, mentre il resto della popolazione viene abbandonato all’esperimento multietnico dell’integrazione. Perché statene certi, chi soffrirà della concorrenza degli immigrati, non saranno i figli dei ricchi, saranno i più poveri tra noi. Saranno i malati, saranno gli anziani, saranno le famiglie povere, saranno i pendolari, saranno gli invalidi. Perché le risorse rimarranno le stesse – bene che vada – mentre chi ne usufruirà aumenterà.

L’immigrazione è questo. E’ il ricco che abbandona il connazionale povero o ex-benestante nel mare magno dell’integrazione.

E’ già avvenuto in Sud Africa, dove i ricchi dell’apartheid sono rimasti ricchi, sono ancora più ricchi, e la classe media è dovuta fuggire. I poveri non sono neanche potuti fuggire, sono stati fagocitati dalla marea nera. Se volete questo, non ribellatevi.

In tutte le culture, i luoghi speciali – che siano fisici o metafisici – sono per pochi. E più preziosi sono, più sono esclusivi. Lo stesso termine “paradiso”, deriva dal termine avestico pairidaeza che significa “luogo recintato” e che viene dal sanscrito “paese supremo”: perché ogni cosa che conta, deve essere protetta. Un muro deve difenderla: perché altri la vorranno per sé. E verranno sempre voci, dall’interno, per smantellare i muri: farlo è da suicidi. Chi lo chiede, è un nemico interno.

Tanto l’alternativa è tra mettere i muri alle frontiere, o intorno alle nostre case. La prima opzione salva tutti, la seconda solo i ricchi.

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