Gli ultimi giorni dell’Europa: ammazziamo bambini, sposiamo i gay e ci facciamo invadere

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Il giorno che è passato ha messo in luce quanto sia eticamente marcio il sistema politico e sociale del continente una volta chiamato Europa.

Ce lo hanno ricordato alcuni eventi solo apparentemente scollegati tra loro. In Germania il Bundestag ha approvato i cosiddetti ‘matrimoni gay’, equiparando questa bizzarra forma di unione che apre la strada ad altre bizzarrie come la poligamia, al normale matrimonio tra maschio e femmina. Sempre in terra tedesca si approvava la censura del web per le notizie sgradite al governo, soprattutto su Facebook, che già censura da solo senza bisogno di incentivi.

Intanto, in Inghilterra, la priorità è staccare la spina a Charlie. Un bambino senza speranza, che però non vuole morire e quindi pesa sul welfare britannico, quindi hanno fretta. Del resto è inglese figlio di inglesi, non migra, quindi deve morire.

E tutto questo, ovviamente, mentre in Italia gli sbarchi assumono dimensioni colossali e il Senato discute di Ius Soli. E’ il segno del disfacimento di una civiltà. Una civiltà che anela la propria distruzione, e una delle forme migliori, anche simboliche, per raggiungere questo obiettivo, è sicuramente uccidere i propri figli, e accogliere quegli degli altri. Anche per questo, Charlie deve morire. E alla svelta: deve fare posto.

La sua morte è il simbolo, peggiore, della Grande Sostituzione etnica in atto. Alla quale non dobbiamo assolutamente piegarci. Anche per Charlie.

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