Gesuita accusa Bergoglio: “Non si dialoga con Islam barbaro”

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Il gesuita egiziano padre Henri Boulad, 86 anni, ha lanciato un duro atto d’accusa contro l’Islam. Che è anche un attacco diretto a Bergoglio, da parte di un religioso appartenente allo stesso suo ordine

Boulad, espressione della comunità cristiana copta in Egitto, evidenzia la dimensione violenta e totalizzante dell’Islam e si oppone all’apertura al dialogo della Chiesa nei confronti dei vertici della galassia musulmana.

Padre Boulad è stato rettore del Collegio dei gesuiti del Cairo ed è autore di una trentina libri tradotti in tutto il mondo. Di seguito ampi stralci del j’accuse del religioso contro l’islam e contro la resa bergogliana.

J’accuse l’Islam di essere la causa dell’attuale barbarie e di tutti gli atti di violenza commessi in nome della fede islamica. Non accuso i musulmani, che per lo più sono persone pacifiche, amabili e amichevoli, ma l’Islam in quanto ideologia politica. Tra i fedeli musulmani – nostri fratelli umani – ho innumerevoli amici, fedeli e irreprensibili, che auspicano essi stessi un Islam umanista e pacificato. Molti musulmani – come pure ex-musulmani – non sono responsabili di questa barbarie in nome di Dio. Non sono quindi queste persone coloro che sto accusando… ma l’Islam in quanto tale. E non accuso nemmeno i terroristi né il terrorismo. E neppure unicamente i Fratelli Musulmani o la nebulosa di gruppuscoli gravitanti attorno a questa confraternita jihadista e violenta. Come pure non accuso né l’islamismo né l’Islam politico e radicale.

Accuso semplicemente l’Islam, che, per sua natura, è al contempo politico e radicale. Come già scrissi oltre venticinque anni fa, l’islamismo è l’Islam senza veli, in tutta la sua logica e il suo rigore. È presente nell’Islam come il pulcino nell’uovo, il frutto nel fiore, l’albero nel seme. Esso è portatore di un progetto di società volto a stabilire un califfato mondiale, fondato sulla Sharia, unica legge legittima, poiché divina. Si tratta di un progetto universale e globalizzante: totale, totalizzante e totalitario. L’Islam è contemporaneamente religione, stato e società: din wa-dawla. Ed è infatti così che è sempre stato, sin dalle sue origini più remote. Con il passaggio da Mecca a Madina (l’Egira), l’Islam passò dallo status di religione a quello di stato teocratico. […]

Accuso di deliberata menzogna coloro che pretendono che le atrocità commesse da musulmani «non abbiano nulla a che spartire con l’Islam». È infatti proprio in nome del Corano e delle sue precise ingiunzioni che questi crimini vengono perpetrati. Il solo fatto che l’appello alla preghiera e l’incitazione all’uccisione degli infedeli siano preceduti dal medesimo grido ‘Allah-u-akbar’ (Dio è il più grande) è altamente significativo. […] Accuso l’Islam di essersi arenato in un dogmatismo, da cui non riesce a uscire: auto-imprigionatosi nella trappola del rancore, accusa l’intera umanità delle proprie sconfitte, in un’opera di vittimizzazione e auto giustificazione.

Accuso al-Azhar, in teoria incarnazione dell’Islam moderato, di alimentare uno spirito di odio, fanatico e intollerante, presso i milioni di studenti e imam provenienti dal mondo intero per formarsi presso le sue istituzioni. Al-Azhar così è divenuta una della principali fonti del terrorismo nel pianeta. Accuso al-Azhar per il rifiuto sistematico di riformare i suoi programmi e i suoi manuali scolastici e universitari.

Bergoglio in visita dall’Imam che invita a crocifiggere infedeli

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