FELTRI: “LUIGI DI MAIO RIFIUTA BERLUSCONI CHE È GIÀ FUORI”

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All’uscita dallo studio di Elisabetta Casellati, Luigi Di Maio ha ribadito la sua disponibilità a un “contratto di governo” con la Lega di Matteo Salvini, respingendo però di volersi sedere al tavolo coi leader degli altri due partiti del centrodestra (Forza Italia e Fratelli d’Italia) e di volere ministri di quegli stessi due al governo coi 5 Stelle. L’editoriale di Vittorio Feltri sul numero di Libero di oggi 19 aprile si è rivelato, per molti aspetti, decisamente profetico…

Vorremmo pacatamente dire a Luigino Di Maio nonché ai suoi adepti del Movimento 5 Stelle che molti dei loro ragionamenti si basano sulla muffa della politica, che sta avvolgendo e deteriorando le azioni compiute dai partiti.

Secondo i Cinquestelle, Silvio, essendo stato condannato con una sentenza definitiva, non ha il diritto di recitare ruoli pubblici. O se ne torna ad Arcore oppure con il Carroccio e con Fratelli d’ Italia il Movimento 5 Stelle non aprirà alcun negoziato. Naturalmente ogni partito è libero di agire a piacimento e anche di rendersi ridicolo. Quello fondato dal comico genovese ha scelto la seconda opzione. In effetti non si è accorto che Berlusconi, pur occupando la presidenza di Forza Italia, non è più un membro del Parlamento e, pertanto, non conta nulla né alla Camera né in Senato, da cui fu espulso (ingiustamente) anni orsono, causa la applicazione retroattiva, e scorretta, della famigerata legge Severino, approvata perfino dai fessacchiotti del centrodestra. Cosicché Luigino Laqualunque si sta incaponendo con Salvini affinché questi scarichi il leader di Fi dalla coalizione, scordandosi – povero pistola – che Silvio non c’ è né ci potrebbe essere in quanto radiato.

Ora, se uno si batte come un leone allo scopo di estromettere dalle istituzioni un signore già eliminato dalle medesime, o è fuori di testa o fuori dal mondo. Forse entrambe le cose.

Volendo attribuire a Di Maio una intelligenza di cui in realtà è privo, si potrebbe concludere che costui è un finto tonto che gioca la carta della cancellazione del paron di Mediaset quale pretesto per non stringere patti con Salvini. Se così fosse non rimarrebbe che domandarsi: perché i grillini, anziché arrampicarsi sugli specchi, non dichiarano subito che intendono far secca la compagine azzurra per indebolire il centrodestra e predisporsi a sbranare Salvini, ridotto in minoranza? Ai posteri, o meglio, ai postriboli l’ ardua sentenza. La nostra ininfluente opinione è che Di Maio sia soltanto uno sprovveduto destinato a tornare presto sugli spalti dello Stadio San Paolo a fare l’ unico mestiere adatto alla sua preparazione culturale: quello di steward a 3500 euro l’ anno.

Fonte: qui

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