“ERO UNA MASCHERA DI SANGUE”; PARLA LA VITTIMA DELLA FURIA DELLA ROM DI 9 ANNI: LE FOTO DOPO L’ATTACCO…

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“Ero una maschera di sangue…”. È la stessa Maria Assunta, l’anziana signora di 63 anni massacrata a colpi di cellulare da una rom di appena 9 anni, a raccontare i momenti drammatici della rapina di mercoledì scorso che l’hanno portata in ospedale.

La giovanissima nomade l’ha aggredita senza pietà. Si trovavano alla stazione Barberini, in pieno giorno. E nessuno ha potuto fare nulla per evitare quel brutale pestaggio. “Mi sono toccata in volto dopo che mi ha pestata – racconta – e le mani mi si sono riempite di sangue”.

Poco dopo le 16.30 Maria Assunta scende alla stazione Barberini, linea a. È sulla banchina quando si accorge dei movimenti un un gruppo di nomadi.

“Erano sette zingare – racconta al Messaggero la donna – stavano derubando le persone che stavano aspettano la metropolitana”.

Così avverte i passeggeri di stare attenti ai propri portafogli. Un gesto d’altruismo che, però, paga caro. La violenza della baby rom esplode contro di lei. “Sei dalla parte del torto – grida Maria Assunta – e mi aggredisci pure…”.

La giovane la colpisce ripetutamente sulle braccia e sul corpo, poi la insulta e se ne va. Nessuno muove un dito. Maria Assunta la strattona e cerca di portarla davanti a un agente per far rispettare la legge. È in quel momento che la nomade punta al suo viso. La colpisce ripetutamente col cellulare in pieno volto.

“Lo ha fatto con tutta la violenza che poteva avere – continua a raccontare la 63enne – mi sono caduti gli occhiali a terra. Nel momento in cui mi sono chinata a raccoglierli, mi sono accorta che mi usciva il sangue dal naso… mi sono toccata in volto e le mani mi si sono riempite di sangue”. È un racconto drammatico: “Mi sentivo il sangue che andava in gola”.

L’incubo dura pochi minuti. Abbastanza per far finire Maria Assunta in ospedale. Sono le guardie giurate a chiamare il 118 e la polizia. “A me è andata bene – dice ora al Messaggerola donna – avrebbero potuto anche saltarmi gli occhi, come è successo a quella donna al Colosseo”.

Non è la prima volta che viene aggredita da una rom. Tutte le volte si è trattato di minori. E, quindi, le sue denunce sono sempre cadute nel vuoto. Nella metropolitana di Roma, come ricostruisce il Messaggero in un’ampia inchiesta, le baby rom “lavorano in squadra, si coprono, si aiutano, accerchiano le vittime, minacchiano chi si intromette” e picchiano a sangue.

“Sono le padrone – spiega una guardia giurata al Messaggero – non gli possiamo fare niente noi e nemmeno i militari che sono in stazione. Sono aggressive e sanno di avere l’impunità – contnua – e quando chiamiamo polizia e carabinieri dopo poche ore tornano”. Passsano da un furto all’altro.

Un vigilante racconta che “tra quelli che hanno abbandonato sulle scale mobili e quelli che ritrovano i passeggeri”, in certe giornate, si arriva a “raccogliere anche quindici portafogli”“E chissà – conclude – quanti altri ne portano via o buttano nei cestini dei rifiuti”.

Fonte: Qui

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