Elezioni in Olanda: auguri di cuore al mio amico Geert Wilders

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di Armando Manocchia

Oggi si sono aperte le urne in Olanda dove, fino alle 21 questa sera, circa 13 milioni di persone voteranno per rinnovare i 150 seggi della Camera Bassa. La sfida principale è tra il premier uscente Mark Rutte che cerca un terzo mandato consecutivo, e il mio amico Geert Wilders. Nel fargli i migliori auguri, colgo l’occasione per ricordare il suo viaggio a Roma per la consegna del Premio Oriana Fallaci e per dire che nessun giornalista, giornale, o media che dir si voglia ha ricordato agli italiani questo evento. Allora lo faccio io.

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Contattai Geert Wilders nel 2009 per comuncargli che la Giuria del Premio Oriana Fallaci gli aveva assegnato il PREMIO ORIANA FALLACI.
Contrariamente a quanto fanno i cialtroni nostrani, lui mi rispose subito, entusiasta come un bambino, e mi confermò che sarebbe venuto molto volentieri in Italia per ritirare il Premio.

Geert Wilders

Per la cerimonia, la mia scelta era tra Firenze, Bologna, Milano o Roma. Cadde infine su Roma perchè, nel mio immaginario, pensavo di poter creare le condizioni perchè Wilders fosse ricevuto alla Camera dei Deputati, dove avrebbe potuto tenere una conferenza, dato che la Cerimonia di Consegna del Premio si sarebbe svolta nel tardo pomeriggio, all’Hotel Palatino, in via Cavour.

Chiesi al Deputato della Lega Gianluca Pini, di fare tutto il necessario per invitarlo e, in un primo momento, sembrò che non ci fossero problemi, ma arrivati ad una settimana prima dell’Evento, fissato per il 19 Febbraio 2009, l’allora diversamente democratico Gianfranco Fini, in qualità di presidente della Camera, si mise di traverso e si oppose alla presenza di Wilders alla Camera, mancando di rispetto a lui e agli olandesi che rappresenta, come leader di partito.

Potete immaginare il mio ‘rammarico’ e le belle parole nei confronti di Fini. Temevo che questo intoppo potesse pregiudicare la venuta di Wilders in Italia e non sapevo come fare per dirglielo. Ma le balle non sono mai state il mio forte e glielo scrissi. Gli scrissi la verità, consapevole che avrebbe potuto rinunciare o rimandare il viaggio. Ma, Wilders mi rispose: ”Caro Armando, sono molto gratificato dal Premio che mi avete assegnato e vengo per quello, non mi interessa parlare alla Camera.”

Armando Manocchia e Geert Wilders

Armando Manocchia e Geert Wilders

Una settimana prima, arrivò a Roma una vera e propria task force delle forze di sicurezza olandesi. Ci furono contatti continui con l’Ambasciata. Per gararantire la sua e nostra sicurezza in Italia, a Roma e più precisamente all’Hotel Palatino, c’erano almeno 200 appartenenti alle nostre Forze dell’Ordine e via Cavour fu chiusa al traffico.

In attesa della Cerimomia, in barba al programma ben definito e circostanziato – non vi dico come il responsabile della sicurezza s’incazzò – Geert ed io decidemmo di fare due passi per la città, anche per acquistare un paio di scarpe di una nota firma, che lui amava tanto. Facemmo tutto il percorso a piedi accompagnati da un corteo di giornalisti e forze di sicurezza a piedi, in moto, in auto ed elicottero compreso. Ovunque giravi lo sguardo, c’erano poliziotti.

Da via Condotti, la passeggiata è proseguita verso Piazza di Spagna e infine, con un ulteriore fuori programma, abbiamo deciso di andare a pranzo. Siamo entrati (o meglio, abbiamo invaso) il ristorante Alla Rampa in Piazza Mignanelli e dopo, sempre a piedi, abbiamo fatto il percorso a ritroso fino all’Hotel Palatino.

Armando Manocchia e Geert Wilders

Armando Manocchia, Geert Wilders e Mario Borgezio

Alla Cerimonia di Consegna del Premio, si erano accreditati (per mail o per telefono) almeno una ventina di parlamentari, quasi tutti di centro destra, ma evidentemente gli ordini di scuderia prevalsero e i burattini politicamente corretti, si fecero di nebbia. Parteciparono solo Gialuca Pini e Mario Borghezio, che venne apposta da Bruxelles. L’Evento si svolse alla presenza di meno di cento persone, poche ma buone e soprattutto di qualità. Però, se sommiamo questi partecipanti alle duecento persone delle forze di sicurezza, c’erano in totale trecento persone pensanti, con diritto di voto.

Qui il testo del discorso di Geert Wilder dopo aver ricevuto il Premio Oriana Fallaci >>>

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