Dott. Montanari calunniato sul nostro sito. Pubblichiamo i suoi chiarimenti e le nostre scuse

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Tra i commenti di questo nostro articolo, un utente ha calunniato il dott. Stefano Montanari. I commenti su questo sito non prevedono la nostra preventiva approvazione e quindi ogni utente può scrivere ciò che vuole ma è responsabile di ciò che scrive.

Approfittiamo della spiacevole occasione per ricordare a tutti gli utenti di esprimere le proprie opinioni liberamente ma nel rispetto degli altri e senza cadere nella diffamazione. Se qualcuno dovesse sentirsi ingiustamente accusato dai commenti di un altro utente, può scriverci ad arcanetweb@gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione dei contenuti in questione.

Ci scusiamo per l’accaduto con il dott. Stefano Montanari, scienziato che stimiamo moltissimo per il lavoro che porta avanti da anni, e pubblichiamo di seguito il suo chiarimento.

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Un coltello può essere usato per pelare una mela o per sgozzare chi non ci sta simpatico. Sempre di un coltello si tratta.

Internet consente l’accesso a una biblioteca sconfinata d’informazioni e, allo stesso tempo, lascia che chiunque, non di rado nascosto sotto uno pseudonimo, diffonda informazioni totalmente destituite di fondamento: un coltello sociale. Approfittando di questa che non è libertà ma licenza, si riescono facilmente a creare anche figure di “esperti” di qualunque risvolto dello scibile umano e si può rendere credibile ai più qualunque eccentricità.

Io sono solo un ricercatore e ho avuto la sventura di scoprire per puro caso e per “colpa” principale di mia moglie le nanopatologie, vale a dire le malattie provocate da micro- e nanopolveri inorganiche. Non voglio annoiare nessuno spiegando di che si tratta e chi vorrà approfondire potrà leggersi qualcuno dei libri scientifici o divulgativi che troverà elencati andando su www.stefanomontanari.net

Già in passato mia moglie ed io incontrammo seri problemi avendo messo il naso in business multimiliardari, dall’incenerimento dei rifiuti alle centrali a biomassa, dai cementifici ai filtri antiparticolato per le auto Diesel, dagli alimenti fino ad arrivare ai vaccini.

Ecco: i vaccini. Avere osato profanare quanto di più sacro (e remunerativo non solo per i produttori) esca dall’industria farmaceutica è stato il colpo di grazia. Da qualche mese ci si è scatenata contro una reazione violentissima con tanto di minacce che travalicano il grottesco (es. “non vi faremo più analizzare il sangue con cui fate ricerche sulla leucemia se non la piantate di analizzare i vaccini”), insulti e stramberie a volte anche divertenti. Tra queste, quella comparsa come commento in questo sito subito saggiamente cancellata da chi questo sito gestisce. Secondo una fantasiosa troll (la firma Stefy parrebbe indicare un sesso femminile ma l’esperienza insegna che su Internet si transita facilmente da un sesso all’altro) io, presunto medico fasullo, visiterei non è chiaro chi, pretendendo in cambio un onorario di 240 Euro.

Non essendo io un medico, è ovvio che non ho mai visitato nessuno nella mia vita né mai mi è passato per la testa di farlo. Particolarmente bizzarra e forse geniale, poi, è l’invenzione dei 240 Euro: una cifra apparentemente precisa che certificherebbe l’attendibilità dell’affermazione. Questa apparentemente ingenua sciocchezza sarebbe del tutto innocua se non implicasse il reato di abuso della professione medica. Insomma, io, visitando qualcuno, eserciterei un mestiere che non posso esercitare, cosa penalmente perseguibile.

Io non posso sapere se l’autore/autrice della stravaganza abbia idea di che cosa ha combinato, se qualcuno glie lo abbia chiesto o se l’azione sia semplicemente il frutto di una testolina non completamente maturata, ma il Codice Penale è chiaro: siamo di fronte ad una calunnia a mezzo stampa. In poche parole, si finisce davanti al giudice.

Ora, giusto per chiarire brevemente la situazione e perdonando il personaggio per manifesta inferiorità, forse è opportuno sapere che, per poter fare le ricerche che hanno portato mia moglie e me alla situazione accennata e di cui tanti pretendono i risultati, siamo arrivati alla follia non solo di lavorare a nostre spese dal 2004 ma di vendere casa nostra . Così, prima d’inventare diffamazioni e calunnie, è almeno opportuno contare fino a cento, consci che la querela partirà.

Comunque, per il sollievo di molti, noi ormai siamo arrivati al capolinea non avendo più la possibilità economica di mantenere il laboratorio e, se chi continua a chiedere i nostri risultati non aprirà il borsellino, chiuderemo bottega.

Dott. Stefano Montanari (www.stefanomontanari.net)

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