Da agosto brutte notizie per tutte le persone che hanno un conto corrente aperto presso le banche del gruppo Intesa Sanpaolo

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Gli aumenti decorrono a partire dal primo agosto. Colpiti anche i prodotti Zerotondo senza spese, salvi i depositi fino a 2000 euro.

Dal 1° agosto lasciare fermi i propri soldi sul conto corrente di una banca del gruppo Intesa Sanpaolo sarà molto più costoso. L’istituto ha avvisato i propri correntisti con delle lettere inviate dai primi di maggio che i rincari arriveranno fino a 120 euro all’anno a seconda della giacenza media e della data di apertura del deposito.

La mazzata per il clienti è da choc: si passa da zero a 120 euro l’anno. Anche, e soprattutto, per le opzioni a zero spese come il conto Zerotondo che hanno fatto la fortuna dell’istituto negli anni passati. Gli aumenti si aggiungeranno ai canoni – ove previsti dai contratti – già in essere. A conti fatti circa il 30% della clientela – secondo la stessa Intesa – dovrà mettere mano al portafogli per gestire la propria liquidità. “Sono stati esclusi a priori i conti sociali, quelli legati a particolari convenzioni e le zone colpite dal terremoto. Nel complesso, quindi, non più del 30% delle posizioni verrà rivista”.

COSA CAMBIERA’ PER I CLIENTI – In concreto comunque dal 1° agosto scattano gli aumenti in base alla giacenza media e dalla data di apertura dei conti. Nessun rincaro per i depositi fino a 2000 euro. Cosa cambierà dipenderà da molte variabili: dal tipo di conto, alla data di apertura, fino al livello di giacenza medio nell’anno passato, cioè quanti soldi sono rimasti in media depositati. Per i clienti con una giacenza fino a 2000 euro non scatterà nessun aumento. L’incremento, in nessun caso, supererà i 10 euro al mese.
Come riporta Repubblica, l’esempio è fornito dalle tabelle allegate dall’istituto e mostra però come i rincari massimi scatteranno ad una soglia relativamente bassa. Basterà avere aperto il conto prima del 2009 e avere lasciato in media 10 mila euro nel 2016 per vedersi riconosciuto l’aumento. Per tutti gli altri, tra 2 e 10 mila euro, i rincari vanno da 20 centesimi a 8,4 euro al mese. Da 2,4 a poco più di 100 euro l’anno.

“COLPA DELLA POLITICA MONETARIA DI DRAGHI” – Quali sono le cause che hanno spinto il primo istituto italiano a una manovra del genere? “Negli ultimi anni – scrive l’istituto ai propri correntisti – la discesa dei principali tassi di riferimento sul mercato addirittura in area negativa ha determinato un persistente impatto sfavorevole sull’attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità” e “tale impatto ha fatto venire meno l’equilibrio tra costo per la banca del servizio offerto e le condizioni economiche applicate ai conti correnti”. Insomma “colpa” di Draghi e della sua politica monetaria – e in particolare il tasso applicato dalla Bce per la liquidità in eccesso parcheggiata nei conti dell’Eutrotower, oggi negativo a -0,4% – sta costando troppo alle banche e i costi vengono scaricati direttamente sui correntisti. (Fonte: www.quifinanza.it)

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