Bologna: utero in affitto all’estero, coppia assolta

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BOLOGNA, 28 MAR – Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Si è concluso così in tribunale a Bologna un processo su un caso di maternità surrogata in Ucraina da parte di una coppia italiana, residente in un paese della provincia del capoluogo emiliano. Gli imputati erano due coniugi, lui 57 anni, lei 44, dal 2012 genitori di un bambino nato a Kiev, dove la pratica è consentita.

La madre naturale è una donna ucraina con cui a febbraio 2010 sottoscrissero un contratto per poter impiantare nel suo utero, dietro pagamento di un corrispettivo, un ovocita fecondato con il seme dell’italiano. L’inchiesta era partita per una segnalazione dell’ambasciata italiana a Kiev al Comune dove il bambino é registrato, che ha avvisato la Procura. Alla coppia, difesa dall’avvocato Giorgio Muccio, era contestata la violazione dell’articolo della ‘legge 40’ che sanziona chi organizza o pubblicizza la surrogazione di maternità. Il Pm in udienza davanti al giudice Sandro Pecorella, aveva chiesto il minimo della pena. (ANSA)

   

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