BECCHI: OCCHIO, LA LEGA NON HA RINUNCIATO A CORRERE DA SOLA

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Il dado è tratto. Grasso, da presidente del Senato, è diventato capo di una nuova formazione politica alla sinistra del Pd, che raccoglie oggi molti profughi e domani forse anche qualche clandestino. Da un punto di vista formale, che la seconda carica dello Stato si getti nell’agone può sconcertare; ma se si pensa a cosa ha fatto per anni la prima carica dello Stato, Napolitano, questa è acqua di rosa. Trascuro di parlare del Presidente della Camera Boldrini, per evitare querele.

Da parte del centro-destra alcuni esultano: è nata una sinistra che alle prossime elezioni sfiderà la sinistra; insomma, se le daranno di santa ragione e perderanno. A questo punto per il centro-destra vincere sarà una passeggiata. Certo è vero, ma questo presuppone una coalizione con un minimo di programma comune, come abbiamo già scritto su questo giornale. Oppure Berlusconi vuole fare in Italia quello che Musumeci ha fatto in Sicilia con Salvini?

Attenzione a tirare troppo la corda perché Salvini è ancora in tempo per sfilarsi dalla coalizione, “radicalizzarsi” e fare il pienone di voti: se va avanti da solo lanciando finalmente e non solo a parole (ma cosa stai aspettando Matteo?) la nuova Lega degli italiani potrebbe diventare il secondo partito d’Italia e fare una opposizione forte in parlamento nella prossima legislatura. Opposizione? Sì, Salvini potrebbe anche valutare questa ipotesi dopo quello che sta succedendo con un Berlusconi che sembra ancora voler fare la parte del leone.

Ma opposizione a cosa? E qui va spiegata l’operazione Grasso di questi giorni e perché la vecchia guardia del Pd abbia puntato su di lui dimostrando intelligenza politica. Grasso è lì al Senato grazie anche ai voti di una parte del Movimento 5 Stelle: molti se lo sono dimenticati, ma quello fu il primo strappo, perché Gianroberto Casaleggio non voleva quel voto a favore ma passò, in 20 almeno votarono per Grasso e tutto accadde senza espulsioni. (In parentesi aggiungo anche che Bersani avrebbe avuto, come Grasso, il voto di una parte del Movimento, ed è per questo che Napolitano gli ha impedito di presentarsi in parlamento per il voto di fiducia).

Le prossime elezioni con un centrodestra diviso le vincerà il M5S e Mattarella non potrà che dare l’incarico a Di Maio, il quale da solo non avrà la maggioranza per governare, ma sarà subito disponibile ad una alleanza con Grasso. In fin dei conti, in termini sia pure rovesciati, si presenterebbe una situazione simile a quella del 2013.

A questo punto la Lega diventerebbe la prima forza dell’opposizione e se Salvini saprà scegliere uno ad uno i suoi candidati e farà il lavoro che avrebbe dovuto fare il M5S in questi anni in parlamento potrà aspirare in futuro alla guida del Paese.

Beninteso,questo è solo uno scenario. Ma ci sono poche alternative: o si costruisce una vera coalizione di centro-destra con un minimo programma comune e chi sarà il premier lo decideranno gli elettori votando o Lega o Fi nel proporzionale e in questo caso il centro-destra vince le elezioni, oppure, se non ci sono queste condizioni, per Salvini è meglio correre da solo e non rischiare di fare la fine del pirla.

Domenica il leader della Lega parlerà a Roma durante una grande manifestazione nazionale contro la proposta di legge sullo ius soli. Utilizzi questa occasione per uscire dall’angolo in cui si trova. C’è un tempo per capire e un altro per decidere. Salvini dovrebbe avere capito, ora deve decidere.

Fonte: qui

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