Alzheimer, l’intelligenza artificiale prevede di 10 anni la malattia: scoperta italiana

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  • di Zeina Ayache

L’intelligenza artificiale corre in aiuto dei malati di Alzheimer: diagnosi precoce grazie ai ricercatori italiani che prevedono la malattia anche 10 anni prima.

L’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi precoce potrebbe permettere di diagnosticare con 10 anni di anticipo l’insorgere dell’Alzheimer. A darci questa importante notizia sono i ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Bari e della locale sezione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che su arVix hanno pubblicato il loro studio intitolato “Brain structural connectivity atrophy in Alzheimer’s disease”. Ma come interviene in nostro aiuto l’intelligenza artificiale?

Risonanza magnetica. Gli scienziati ci spiegano di aver utilizzato “immagini di risonanza magnetica per identificare alterazioni nel cervello che permetterebbero di prevedere l’insorgere della malattia di Alzheimer con una decade di anticipo”. Come è possibile? Quando parliamo di ‘alzheimer’ ci riferiamo a quella malattia neurodegenerativa che porta alla demenza e al sintomo più conosciuto che è quello delle perdita di memoria, oltre che delle funzioni cognitive e per la quale, ad oggi, non è possibile effettuare una vera e propria diagnosi “così i progressi per cercarne una cura avanzano con difficoltà”.

Intelligenza artificiale italiana. Gli esperti hanno “sviluppato un sistema di intelligenza artificiale in grado di rivelare automaticamente segni precoci della malattia nelle immagini cerebrali di oltre 200 soggetti” che riesce ad identificare, con una precisione dell’84%, la malattia anche nei soggetti affetti da ‘lieve indebolimento cognitivo’, cioè la condizione che si manifesta in alcuni casi anche 10 anni prima della malattia vera e propria.

Conclusioni e futuro. Quanto realizzato dai ricercatori italiani, oltre ad aver avuto una risonanza a livello mondiale, offre nuove speranze sia per la comprensione della malattia e del suo sviluppo, sia per la possibilità che offre di aprire nuove prospettive terapeutiche.

Importanza della scoperta. Ricordiamo che nel mondo ci sono 50 milioni di persone che soffrono di Alzheimer e il numero è destinato a triplicare entro il 2050: stiamo parlando di un nuovo caso ogni 3,2 secondi.

fonte: fanpage   

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