Allarme malaria a Trento, muore bambina di 4 anni

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Nella giornata di ieri era stata accertata la presenza, avvenuta nei giorni scorsi, di un caso di malaria in pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Purtroppo nella notte la situazione è precipitata e Sofia Zago di 4 anni è morta.

Era stata ricoverata una settimana fa al santa chiara con la febbre alta, ma non sembrava nulla di grave, poi purtroppo la diagnosi e la morte. La madre parla di cause e circostanze strane e conferma di non essere mai stata in altri paesi al di fuori dell’Italia. «Siamo solo stati in vacanza a Bibione» – dice la mamma sconvolta.

La famiglia risiedeva a Piedicastello, zona purtroppo infestata da gigantesche e voraci zanzare. Fenomeno questo che si aggrava di anno in anno e su metà della città. La bambina – testimonia al mamma – era stata ricoverata al santa chiara per un attacco di diabete, e in ospedale c’erano alcuni bambini africani con la malaria, l’ipotesi è che sia stata contratta in quel momento. Ma per il momento sono solo ipotesi.

L’ltalia è tra i paesi indenni da malaria, ma questa, come negli altri paesi europei, continua ad essere la più importante malattia d’importazione, legata per lo più a viaggi in paesi nei quali la malaria è endemica.

Questo caso ha peraltro colpito una persona che non aveva frequentato paesi in cui la malaria è endemica; sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari per escludere altre possibili fonti di contagio ma senza risultati apprezzabili: rimane quindi di origine incerta.

Ma già circa un mese fa era emerso un altro caso simile sempre a Trento.

Alcune testimonianze parlano di una famiglia trentina di ritorno dalla Nigeria ricoverata in ospedale al santa Chiara con febbre altissima e vomito. La diagnosi anche in quel caso fu di malaria per tutti i componenti.

In Italia non sono presenti specie di zanzare che possono trasmettere la malattia ma, nei casi di origine non definibile, le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità consigliano di effettuare ugualmente una disinfestazione del reparto come misura di ulteriore profilassi – che verrà effettuata nella giornata di oggi anche se non si ravvisano rischi per coloro che hanno frequentato il reparto nei giorni scorsi.

La malaria è una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium; le specie responsabili dell’infezione nell’uomo, trasmesse dalla puntura di alcune specie di zanzare appartenenti al genere Anopheles, sono: P. falciparum e P. vivax, le specie più diffuse che causano quindi il maggior numero di casi, seguite da P. ovale e P. malariae.

Negli ultimi anni la diffusione della malaria nel mondo è stata notevolmente ridotta grazie all’attuazione di programmi di lotta e controllo della trasmissione promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e, nel mese di aprile 2016, I’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS ha comunicato agli Stati Membri I’eradicazione della trasmissione di malaria autoctona sul territorio della Regione Europea.

Tuttavia nelle aree tropicali e sub tropicali la malaria rappresenta ancora la più importante malattia trasmessa da vettore, che, come detto, è una zanzara. Nell’ultimo rapporto sulla situazione mondiale della malaria, pubblicato sempre dall’OMS, vengono riportati 95 paesi ancora con endemia malarica, circa 2l4 milioni di casi e 438 mila decessi (World Malaria Report, dicembre 2015).

Anche in Italia, come in Europa, la malaria è la malattia tropicale più frequentemente importata. Secondo dati epidemiologici recenti, relativi al periodo 2010-2015, i casi di malaria notificati sono 3.633, di cui 89% con diagnosi confermata. La quasi totalità di casi sono d’importazione, i casi autoctoni riportati sono stati sette. Tra i cittadini italiani si sono riscontrati il 20% dei casi, di cui il 41% in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21% per volontariato/missione religiosa.

Questa malattia rappresenta dunque la principale fonte di preoccupazione da un punto di vista sanitario per le persone che si rechino in paesi tropicali e sub tropicali. Così come fonte di preoccupazione continuano ad essere i casi importati poiché in zone non più endemiche possono rappresentare serbatoi di infezione per vettori competenti presenti sul territorio e permettere il riattivarsi di una trasmissione locale.

Per queste ragioni lo scorso anno ha emanato una apposita circolare per aggiornare le misure di prevenzione e controllo in Italia, nella quale sono indicate:

– le misure di prevenzione per i viaggiatori diretti in aree ad endemia malarica;

– le misure di prevenzione per la sicurezza trasfusionale;

– le modalità di segnalazione dei casi, con l’indicazione della relativa procedura per la comunicazione e per la conferma di diagnosi da parte dell’ISS.

Fonte  La Voce del Trentino

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