Abbassare la febbre con gli antipiretici rallenta la guarigione, aumenta il contagio e aumenta il rischio di contrarre malattie gravi

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E’ tempo di influenza e di febbre e le pubblicità televisive invitano con insistenza al rapido controllo dei sintomi. A dispetto della segnalazione obbligatoria delle avvertenze ministeriali per l’uso dei farmaci contro la febbre, le immagini trasmesse invitano a ridurre facilmente febbre e malessere per essere subito pronti a ripartire anche meglio di prima. E infatti i farmaci antipiretici e antinfiammatori (da molti conosciuti come FANS) sono tra i prodotti più usati al mondo. Purtroppo però non sono privi di rischi. Non solo di quelli legati alla azione del farmaco in sé, ma dovuti agli effetti della riduzione della febbre nei confronti della infezione virale e della sua diffusione tra la popolazione. Chi prende un farmaco che abbassa la temperatura cerca sempre un ipotetico vantaggio personale, senza ragionare sugli effetti sociali che questo tipo di azione può generare sulla storia della malattia stessa e sulla popolazione in generale. Già dal 2001 è stato chiarito che abbassare la febbre per andare a lavorare in ufficio o per riuscire a mantenere un appuntamento è una scelta antifisiologica che allunga i tempi di guarigione, ma negli ultimi anni si è capito che si tratta di una scelta che può diventare lesiva nei confronti […]

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