A volte ritornano: Scalzone invita a prendere a bottigliate agenti

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La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di istigazione a delinquere sulle frasi di Oreste Scalzone, ex esponente di Potere operaio, pronunciate sabato alla commemorazione di Francesco Lorusso, studente e militante di Lotta continua ucciso 40 anni fa in via Mascarella durante una manifestazione da un colpo sparato da un carabiniere. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore capo Giuseppe Amato ed è assegnato allo stesso Amato e al procuratore aggiunto Valter Giovannini. “Siate più sovversivi e meno timidi, se la polizia attacca è necessario difendersi anche con le bottiglie”, le parole di Scalzone, riportate ieri dall’edizione bolognese di Repubblica. Nell’ultimo periodo in università ci sono state tensioni e tafferugli tra collettivi e forze dell’ordine e il 9 febbraio la Polizia in assetto antisommossa aveva sgomberato la biblioteca di lettere in via Zamboni, occupata nell’ambito delle proteste contro i ‘tornelli’ all’ingresso della sala studio.

Fosse per noi aboliremmo tutte queste leggi liberticide contro la libertà di espressione. Che reato è, ‘istigazione’: chi fa una cosa è responsabile delle proprie azioni, se è tanto stupido da farla perché ‘istigato’ dalle parole di un povero deficiente politico è colpevole due volte: davanti alla legge, e davanti a se stesso.

La parole, invece, si combattono con altre parole. E combattere quelle di Scalzone, tra l’altro, non è nemmeno difficile.

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