“Ius soli deterrente per i reati”. ​Bufera sulle parole di Orlando

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Lo ius soli? Un deterrente ai reati. Ne è convinto – nonostante gli stupri di Rimini – il minstro della Giustizia, Andrea Orlando che in un’intervista al Corriere torna a chiedere l’approvazione della legge che permette di dare la cittadinanza a chi è nato in Italia.

“È un percorso di doveri, non solo di diritti”, dice il Guardasigilli, “Serve a evitare di confinare le persone in un limbo, un’area grigia separata dal resto della comunità. La marginalizzazione è un humus nel quale crescono le devianze, l’integrazione e l’adempimento dei doveri civici servono invece ad acquisire diritti e questo può aiutare la sicurezza collettiva. Avere dei cittadini anziché degli apolidi senza radici nel Paese di provenienza ed emarginati in quello in cui vivono significa aumentare le possibilità di controllo sociale e civile. E il perseguimento di un obiettivo attraverso il rispetto delle regole può essere un deterrente in più“.

Parole che – come prevedibile – hanno scatenato una bufera, soprattuto da centrodestra. “L’unico dovere di ogni governo, in questo particolare momento storico, consiste nel concentrarsi sui problemi più pressanti, sulle priorità del Paese, e lo ius soli non è una di queste”, attacca Stefano Maullo (Forza Italia, “Comprendo perfettamente che le elezioni siano sempre più vicine, ma cercare di irretire gli elettori con proposte vane e ideologiche mi sembra davvero scorretto”. “Continua la propaganda sbagliata del Pd“, gli fa eco Maurizio Gasparri, “Non c’è alcuna correlazione tra cittadinanza e integrazione, ed è francamente sconcertante che a sostenere una posizione simile sia proprio Orlando. Basta guardare agli autori dei recenti attentati terroristici, tutti stranieri perfettamente integrati in apparenza e qualcuno perfino cittadino europeo, per rendersi conto che gli automatismi sono dannosi e non sono garanzia di nulla“.

Non è dello stesso parere Loredana De Petris (Sinistra Italiana), secondo cui “lo ius soli, oltre a essere un’elementare legge di civiltà, aumenta e non diminuisce la sicurezza perchè contrasta la marginalizzazione”. La senatrice del Gruppo misto chiede però di passare ai fatti: “La legge è già incardinata, nulla vieta di discuterla immediatamente, alla ripresa dei lavori, senza ulteriori rinvii a dopo la legge di bilancio. Dire che la legge è giusta e urgente e poi continuare a rinviarne l’approvazione ben sapendo che in questo modo diventerà molto difficile la sua approvazione definitiva è pura ipocrisia“.

www.ilgiornale.it

Poi il Pd si vanta di fare la lotta alle fake news!

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